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Mister Allegri mi consenta: ma perchè la Juve dopo un gol arretra e si chiude sempre?

Vlahovic? E' una belva in area di rigore, ma bisogna servirlo ad hoc, no?

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Massimiliano Allegri e le sue tattiche: cosa non ci convince ancora

 

Dopo il pareggio minimalista, all’italiana, a cortissimo muso (per dirla alla Allegri), giocando da provinciale di lusso, in casa del Villarreal, il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri ha parlato così ai microfoni di Sky Sport: “Il cappotto lanciato nel finale? L’ho recuperato. Non era questione di tensione. Eravamo attaccati all’uomo, ci siamo staccati e abbiamo preso due imbucate di fila dove abbiamo rischiato. Vlahovic? E’ un giocatore molto bravo. E’ la prima esperienza in Champions, ha debuttato nel migliore dei modi.

Oggi ha giocato più pulito tecnicamente contro Albiol che è in grande condizione a livello mondiale. La difesa a tre? L’idea nasceva dallo sviluppare l’ampiezza sugli esterni. La squadra ha fatto bene nel secondo tempo e anche durante il primo tempo. Paradossalmente abbiamo preso gol nel momento in cui la partita stava scivolando via facilmente mentre nel primo tempo, dopo l’1-0, hanno avuto due o tre azioni favorevoli loro. Loro con la linea alta potevamo mettere il pallone alle spalle dei difensori e aspettare il momento giusto. E’ stata una buona partita, un buon risultato e ora ci giocheremo la qualificazione al ritorno“.

Già sarà fondamentale per la Juve passare il turno, ma gli spagnoli venderanno cara la pellaccia.

La tattica di Allegri

Ah … è vero, gioca male la Vecchia Signora, ma coi centrocampisti attuali, soprattutto senza un playmaker vero, squarciante in rosa, forse fare di più è difficilissimo, se non impossibile. Un vero peccato l’infortunio del centrocampista, di corsa e in gran spolvero McKennie: per lui stagione finita, ora toccherà all’ultimo arrivato Zakaria sostituirlo. Ma a questo punto una domanda è d’obbligo ed è la seguente: Allegri questa Juve non è il massimo, ma perchè dopo aver segnato, timidamente, abbassa il baricentro? Vlahovic merita di essere servito al meglio, no?

Stefano Mauri  

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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