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Attenta Juve che l’Atalanta del bravo e fumantino mister Gasperini è ferita, ma viva

La Dea di Bergamo e la JUventus si affrontano per un posto in Champions League

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“L’Atalanta, per altri motivi, sta facendo fatica”. Il giornalista Enzo Bucchioni, nel suo consueto editoriale su TMW, ha iniziato e poi affrontato, approfondito così il delicato momento degli uomini di Gian Piero Gasperini. “Qui siamo al fisiologico, dopo cinque anni straordinari, tre partecipazioni alla Champions League, tre terzi posto in campionato e un calcio super, è normale se si comincia sentire aria da fine ciclo. Anche l’eliminazione dalla Champions ci aveva detto diverse cose, ora pure in campionato ci sono battute a vuoto e l’eliminazione dalla coppa Italia è una conferma. L’Atalanta ha perso il furore e giocatori importanti, ma ha perso anche quella grande fame e voglia di dimostrare che erano la benzina nel motore. Cinque anni sono tanti e andare oltre diventa impossibile. L’assenza di Zapata, il forfait di Ilicic e altre giustificazioni ci sono, ma è proprio l’effetto Atalanta che sembra affievolito. Una volta gli ostacoli erano birilli, oggi sono montagne. Comunque sempre applausi a quello che hanno fatto e fanno da quelle parti, compresi i bilanci”.

E’ quindi, secondo il Bucchioni una Dea in crisi? Mah … reggere il passo di squadroni spendaccioni, grandi per bacino d’utenza, abituati a giocare per lo scudetto, senza dubbio è snervante, ma quest’anno più che spompata, l’Atalanta è soprattutto sfortunata. Poi per carità: il gioco atalantino, travolgente e serrata, alla lunga strssa e snerva i suoi interpreti. Tuttavia, farà bene a prestare molta attenzione, nel big match Champions League, domenica sera la Juventus, rilanciata e rinforzata, ai bergamaschi nerazzurri. A proposito, mister Gasperini non si è presentato in conferenza stampa (dopo aver saltato anche l’intervista in tv, ndr) al termine della sfida persa, in pieno recupero contro la Fiorentina giovedì scorso, palesemente in polemica con la scelta arbitrale di convalidare il 3-2 di Milenkovic che ha spedito la squadra viola in semifinale.

Bravo, permaloso e fumantino, spesso e volentieri, il Gasp, colui il quale a Bergamo meriterebbe un monumento, (anche se un … qualcosina dovrebbe vincere, no?) non riesce a metabolizzare certe sconfitte e situazioni: ed è un vero peccato, poiché metterci la faccia giova sempre. Così come talvolta gioverebbe, abbassare i ritmi e non far giuocare gli avversari, agendo di rimessa alla Emiliano Mondonico (chissà cosa avrebbe potuto fare con l’Atalanta attuale), allenatore purtroppo scomparso nel marzo 2018, che oggi manca terribilmente a tutti, atalantini compresi.

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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