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È l’auto elettrica, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!

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Avete comprato un’auto elettrica o ibrida in nome del green e della transizione ecologica. Bene. Ora pregate che, scaduta la garanzia, non si rompa mai la batteria (anche se questo non ve lo dicono…)

 

 

Un pensionato inglese ha acquistato nel 2018 una Mercedes Classe E ibrida usata di quattro anni. Agli inizi del 2022 il display sul cruscotto gli ha indicato un messaggio di errore, costringendolo a rivolgersi al concessionario. Lì l’uomo è stato informato che avrebbe dovuto cambiare la batteria elettrica del mezzo. Succede.

Con le auto a benzina e diesel è una consuetudine, che si verifica almeno ogni tre anni. Finisce che ci tocca mettere mano al portafogli per tirar fuori più o meno, a seconda della potenza della batteria, un centinaio di euro.

Le macchine ibride ed elettriche sono molto più recenti e ancora non abbiamo idea dei prezzi dei ricambi. Essendo quindi la garanzia scaduta, il pensionato inglese ha chiesto quale fosse il costo e per poco non gli è venuto un colpo: qualcosa come 15mila sterline, l’equivalente di 16mila euro, oltre a manodopera da 200 sterline l’ora. Peccato che l’auto ne valesse 13.

Parafrando Humphrey Bogart: «È il futuro, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!» Il sito automobile.it ha fatto due conti: il costo di una batteria per una Smart Fortwo EQ viaggia intorno ai 9mila euro, per quella di una Mercedes EQC ce ne vogliono più di 40mila. Per questo, scrive, le Case propongono garanzie di non meno di 8 anni. Ma, parlando fuori dai denti, questo non ci rassicura affatto.

Perché, come dire, c’è gente che cambia auto ogni vent’anni e che non può o non vuole permettersi di affrontare cifre iperboliche magari dopo appena nove-dieci anni. Soprattutto non si capisce perché il prezzo della famigerata “transizione ecologica”, che vogliono farci passare come una rivoluzione tutto a nostro beneficio, debba sempre e comunque gravare pesantemente solo sulle nostre tasche. Già per prendere una macchina elettrica bisogna sborsare una fortuna, figuriamoci di doverci dissanguare ogni nove-dieci anni.

Però va così, anzi stiamo accettando ogni novità con il sorriso stampato sulla bocca. A Palazzo hanno deciso che il diesel, il carburante che una volta veniva definito pulito, inquina troppo e a forza di divieti “green” gli stanno impedendo di circolare (vi ricorda qualcosa?). Lo stesso si vuole imporre con la benzina: lo stop alla produzione è previsto per il 2035.

È tutto green, pulito, ecologico. Certo, naturalmente anche la corrente costa e da quest’anno, ironia della sorte, costa quasi il doppio, almeno a casa. Alla colonnina il prezzo varia da 0,45 euro al kw per una ricarica lenta con potenza di 22 kwh ai 0,50 euro per kw per una ricarica veloce. Presto, vedrete, aumenterà ancora e ancora.

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Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis – la Fiat per intenderci – ha detto molto chiaramente: «L’elettrificazione è una scelta politica che spinge al rialzo i prezzi delle automobili e, di conseguenza, rischia di tagliare fuori il ceto medio dall’acquisto di nuovi veicoli».

Altrettanto chiaramente, riporta il Sole 24Ore «ha più volte dichiarato nei mesi scorsi che i costi di produzione negli impianti del nostro Paese sono significativamente più alto per unità assemblata, a volte il doppio, rispetto alle fabbriche di altri paesi europei, nonostante un costo del lavoro più basso».

Il futuro che ci aspetta è dunque ad un orizzonte che si sta già stagliando a Bari, dove lo stabilimento Bosch ha annunciato 700 esuberi su 1700 dipendenti in cinque anni: è a rischio la stessa esistenza della fabbrica, in cui l’80% della forza lavoro è ancora impegnata sul diesel. Immaginate cosa accadrà a breve all’intero comparto automobilistico e all’immenso mondo che gli ruota intorno, fatto di migiliaia di piccole e medie imprese, rivendite, meccanici, fornitori di vario genere e a cascata sul resto dell’economia del Paese.

E tutto perché Lorsignori, il governo dei Migliori  – come amano definirli gli zerbini più gettonati della stampa – hanno deciso che il nostro futuro sarà green, sarà elettrico. Anche se molto probabilmente ci toccherà andare a piedi.

 

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