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I Jalisse tornano sulla loro esclusione dal Festival di Sanremo: “Ancora non capiamo il perchè”

Ci riproveranno, Amadeus o chi per lui permettendo, l'anno prossimo? Lo scopriremo vivendo

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Sì, giustamente (perché no?) siano ancora qua a parlare dei Jalisse, ospiti sabato scorso 5 febbraio a “Verissimo”, nello splendido salotto televisivo di Silvia Toffanin, appassionatamente hanno nuovamente raccontato la delusione per essere stati scartati ancora una volta da Sanremo: “Diverse volte ci siamo chiesti il perché di tutti questi ‘no’ ma stiamo ancora cercando di capire i motivi. Possiamo immaginare che ogni direttore artistico del Festival scelga il proprio cast e la sua linea artistica ma sono passati venticinque anni. Non riusciamo a capirlo”.

La coppia artistica, col brano “Fiumi di parole” trionfò a sorpresa nel 1997, ma dopo quel successo non ha mai più avuto la possibilità di tornare a esibirsi sul palco dell’Ariston: “Posso immaginare che la nostra vittoria all’epoca forse non sia andata giù a molti perché subito dopo siamo stati attaccati in diverse situazioni. Quest’anno sono stati selezionati venticinque cantanti e potevano sceglierne ventisei. Non volevamo prendere il posto di nessuno. Saremmo stati disposti anche ad arrivare ultimi”.

Già ma nelle vesti di ospiti, i Jalisse, a questo Festival, magari non direttamente in teatro, ma sulla nave sponsor (ospiti di Orietta Berti e Rovazzi), mah non potevano essere della partita?

E chissà se a breve, o meglio, nel medio periodo ripresenteranno una loro canzone per Sanremo 2023? Amadeus o chi per lui permettendo, ovviamente.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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