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E se il grande interista Beppe Severgnini, beh, un giorno diventasse presidente dell’Inter?

Il giornalista, opinionista, scrittore e interologo è sempre vicino alle cose nerazzurre

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Cremasco Rock, scrittore, giornalista, opinionista, presentatore, Blogger e appassionato interista, l’Internazionalpopolare Beppe Severgnini (il post rappresenta come ha festeggiato, via social, l’affermazione sulla Juve nella finalissima di Supercoppa), all’interno del Corriere della Sera, ha analizzato la finale di Supercoppa Italiana vinta dall’Inter contro la Juventus. Questi alcuni estratti di ciò che ha scritto: ” Vincere negli ultimi secondi di una finale durata due ore è magnifico, almeno quant’è doloroso perdere in quel modo. Torniamo alla vittoria dell’Inter sulla Juventus. In sé, nulla di trascendentale. L’Inter ha giocato bene, ma peggio di altre volte. La Juventus non ha giocato male, ma meglio che nel recente passato. Batterla, siamo onesti, non rappresenta più una consacrazione. E la Supercoppa, diciamolo, è super solo nel nome. Contano lo scudetto e la Champions. Il resto, parliamone. Poi vinci all’ultimo secondo e cambia tutto. Anche una coppa noiosetta contro un avversario normale diventa un trionfo contro il titano. Il calcio raramente offre epiloghi così, ma accade. Quel momento magico si chiama’zona Cesarini’. espressione coniata dopo che l’attaccante azzurro segnò al 90’ la rete del 3-2 contro l’Ungheria, il 13 dicembre 1931. Cosa manca adesso al Niño Maravilla(Sanchez) e all’Inter di Inzaghi: un gol all’ultimo secondo, da centrocampo, magari nel derby col Milan. Poi possiamo dichiararci soddisfatti”.

Poco tempo fa, parlando nell’ambito del progetto (Interspac) di azionariato popolare, lanciato dall’economista (cremonese) Carlo Cottarelli per sostenere, economicamente l’Inter, Severgnini si espresso così:

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Sono qui come presidente dell’Inter Club Kabul (associazione al momento senza sede, senza statuto, senza tessere, senza attività) dal 2008. Ho anche, qualcuno lo sa, scritto molto dell’Inter in questi anni, partendo dal drammatico 2002. Ho spinto il carro dei perdenti, poi sono salito su quello dei vincitori nel 2010 ma me lo sono guadagnato. Noi da giornalisti ogni tanto non riusciamo a capire la ‘pancia’ delle persone, ci muoviamo su un altro livello, ma come interista non mi è mai successo, dalla cessione di Ronaldo alla vicenda Lukaku, di aver sbagliato la reazione della grandissima maggioranza degli interisti. Il mio contributo oggi parte proprio da qua: mi illudo di capire la ‘pancia’ degli interisti, per cui ho tre raccomandazioni. Qualunque cosa proporremo, sia semplice. Tutti si chiedono: sì, ma cosa farete? Dobbiamo essere semplici. La seconda parola è ‘fiducia’. Quante iniziative sono fallite nel mondo del calcio? Ci sono stati tanti personaggi che definirei pittoreschi, per cui la gente è giustamente diffidente. E’ importante che Cottarelli ci metta la faccia. La terza parola è ‘gratificazione: chiunque vuole qualcosa in cambio. Stiamo pagando soldi ad esempio per la TV e siamo molto irritati, ma non è tema di oggi. Bisogna comunque che nell’azionariato popolare ci sia un elemento che vada al di là del romanticismo, credo che l’Inter Club gigantesco non basti. Deve esserci qualcosa di più“.

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Team più internazionale d’Italia, l’Inter Milano, grazie ai suoi illustri tifosi Severgnini (Crema) e Cottarelli (Cremona) è quindi (strani casi della vita, guarda un po’!) legato molto al Cremonese e al Cremasco e Interspac è una mission che avanza. Dato che a quanto pare, il gruppo Suning venderà la società a un Fondo, resta poi da capire cosa succederà tra la nuova proprietà e gli azionisti (vip e no) di Cottarelli, no?

E se uno dei due: (Carlo o Beppe?) un giorno, dell’Inter …che verrà diverrà presidente?

Stefano Mauri

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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