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Ariedo Braida: “Se il patron Arvedi non mi caccia resto a Cremona per sempre. Milan da scudetto”

Il noto calciofilo e general manager della Cremonese ha parlato alla Gazzetta dello Sport

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Il direttore generale della Cremonese Ariedo Braida ha parlato ai microfoni e ai taccuini della Gazzetta dello Sport soffermandosi, ovviamente, sulla Cremo e sul Milan, vale a dire sul suo passato e sul suo presente:A Cremona ho un patron che è una persona eccezionale e lo stesso vale per Pecchia, un allenatore che sta lavorando molto bene. L’obiettivo è arrivare ai play-off, sarebbe un passo importante per la nostra crescita. Io mi diverto sempre, il calcio resta la mia essenza. Se il presidente Cavalier Giovanni Arvedi mi tiene, resto qui a vita. Il mercato invernale? Non puoi fare scelte, fai con quello che riesci a trovare. La disponibilità vera la trovi d’estate, mentre a gennaio è complicato. A volte può andarti bene, ma il più delle volte no: si chiama “mercato di riparazione”, però non sempre si riesce a riparare. La Cremonese è la mia bella sfida e mi sono calato nella parte con umiltà.

Il mio ex team rossonero? Da quello che vedo, Maldini e il suo staff stanno lavorando molto bene. Nonostante le difficoltà che hanno, è un lavoro ottimo. Il Milan in questo momento è secondo, ma penso che senza le coppe vincerà il campionato. Tutti dicono Inter, io dico Milan. E non perché ci ho lavorato per una vita intera. Ha vissuto alti e bassi ultimamente, ma ripartirà. In passato, a un giocatore di cui non farò il nome, dissi queste parole: ‘Ricordati che qui sei un campione e amato dal tuo popolo. Altrove, ricomincerai da zero’. Sarebbe così anche per Kessie, io spero che resti. Fossi in lui rimarrei”. Pioli? Un allenatore equilibrato, che non va mai sopra le righe. Da quanto vedo ha ben salda in mano la situazione, gestisce tutto con intelligenza. E’ attento a tutti i particolari, gli do un voto estremamente positivo”.

 

Così parlò alla Gazza Ariedo Braida, direttore generale della Cremonese e calciofilo capace, appassionato. Il suo avvento alla Cremo, datato dicembre 2020, alla causa grigiorossa ha portato serenità, stabilità, esperienza, unita’ e … una classifica positiva vissuta da protagonisti assoluti.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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