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Fabio Capello: “Allegri? Un errore tornare alla Juve. In Champions il Villareal è favorito”

L'ex allenatore, oggi opinionista ha parlato alla Gazzetta dello Sport. E ha detto cose forti

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Fabio Capello, detto Don Fabio per (eccezionali) meriti acquisiti sul campo, alla Gazzetta dello Sport ha concesso una bella, corposa e non banale intervista natalizia. L’argomento più gettonato? La Juventus, sua ex squadra e società.

“Tornare alla Juve è stato un errore – è la sentenza di Don Fabio alla rosea sull’attuale trainer bianconero-. Avevo detto che Allegri sarebbe diventato un ombrellone, avrebbe attirato tutte le critiche. E così è stato. Ha fatto qualche errore e ha impiegato un po’ di tempo per capire che cosa fare, ma la strada scelta per me è la migliore. Max sa sempre dove andare. Nella decisione in sé, colpevole: aveva un’offerta del Real ed era il momento ideale per andare a Madrid, ma la Juve era una scelta comoda. All’estero è più dura, devi metterti in discussione, scoprire che i giocatori hanno abitudini diverse. Max mi sembra un po’ pigronon ha grande interesse a muoversi, preferisce avere Livorno vicina. Il team bianconero non gioca male, crea poco… che è diverso. Morata è sempre stato troppo isolato, invece fa meglio quando gioca con una punta come Kean. Ora dobbiamo vedere se, quando tornerà Dybala, Allegri li farà giocare tutti insieme. Questa squadra ha discreti valori, certo non quelli a cui la Juve era abituata. Prendete Cuadrado e Alex Sandro. Mi davano l’impressione di spingere molto, ora non cambiano più ritmo. Dicono che Allegri non si è aggiornato? Chi parla così, spesso fa riferimento a Gurdiola e ai suoi principi di 15 anni fa, mentre ora il calcio d’avanguardia è dei tedeschi. Sono i critici che pensano si debba obbligatoriamente partire da dietro, in ogni azione”

In merito agli ottavi di Champions juventini, questo è il Capello pensiero: “Partita molto difficile, con una squadra che è cresciuta molto e ha un allenatore, Emery, sempre molto bravo in Coppa. Sono favoriti gli spagnoli del Villareal”.

Così parò Don Fabio, calciofilo capace assai e squarciante.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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