MusicasocietàSpettacolo

I Jalisse, ancora esclusi dal Festival di Sanremo rilanciano: “Esclusi perchè siamo troppo Indie da sempre”

E se Amadeus li invitasse come ospiti all'Ariston? Pierino Chiambretti dice la sua

(continua dopo la pubblicità)
(continua dopo la pubblicità)

 

 

Il prossimo mese di Febbraio non è neppure nel mirino, ma il Festival della canzone Italiana che verrà fa già discutere: il direttore artistico e presentatore Amadeus ha annunciato i nomi dei 22 Big che parteciperanno a Sanremo 2022 e anche quest’anno non c’è il nome dei Jalisse. “Fiumi di parole”, il pezzo col quale a suo tempo vinsero il “Festival” nel 1996, compie 25 anni proprio nel 2022 e sarebbe stato simbolico avere proprio il duo composto da Fabio Ricci e Alessandra Drusian in gara tra i Big. Così non è stato e un’onda di affetto è arrivata a stringersi attorno alla band che, in un’ intervista a Fanpage.it, (ripresa da Dagospia) chiarisce: “Non possiamo avercela con Amadeus perché in tutti questi anni sono tanti i direttori e i conduttori che si sono avvicendati. Noi vorremmo solo una risposta, perché ogni anno c’è il tormentone “dove sono i Jalisse? dove sono i Jalisse?”, noi siamo sempre stati qua, non siamo spariti. E ogni anno proponiamo la nostra canzone. Siamo nati indipendenti (quindi sono i primi pop Indie d’Italia?). Abbiamo aperto la nostra piccola casa discografica nel 1992, quando le major non erano interessate. Abbiamo vinto e sono venuti tutti a bussare alla nostra porta, noi però abbiamo sempre voluto mantenere il nostro profilo indipendente e anche quest’anno è stato così. Non voglio pensare però che sia per questo, perché ci sono sempre molte etichette indipendenti alle quali viene dato spazio. Il cast del Festival 2022? Molti nomi non li conosciamo, ma siamo felici della presenza di Massimo Ranieri, Iva Zanicchi e Gianni Morandi. Un vero colpaccio. Anche la presenza di Donatella Rettore. Diciamo che noi siamo un po’ tradizionalisti, ci acchiappano di più questi nomi che sono la tradizione della musica italiana, ma ben vengano i giovani. Il nostro brano che avete presentato e che è stato scartato si chiama “È proprio questo quello che ci manca. Stiamo lavorando sulla produzione finale. Abbiamo pubblicato già il testo e speriamo entro Natale di pubblicare anche il pezzo”.

Ebbene, se non in gara, perché non invitare i Jalisse all’Ariston nel ruolo di ospiti? Amadeus ci pensi lei a sbloccare la situazione.

Pure Piero Chiambrettinel cast (con Mike Bongiorno e Valeria Marini del mistico Sanremo dei Jalisse), intervistato dal quotidiano La Stampa ha detto la sua: “La mia canzone preferita di quel Festival era di Vasco Rossi e la cantava Patty Pravo: “E dimmi che non vuoi morire”, vinse il premio della critica, un brano bandiera capace di suggellare un festival perfetto per ascolti, tra i più alti della storia sanremese Si imposero, nella competizione, inaspettatamente i Jalisse per un incrocio di voti arrivati da varie giurie. Io ero nel retropalco con Mike e rimanemmo sorpresi. Oggi farebbero più strada, allora subirono l’handicap della loro immagine, insufficiente ad arrivare a un pubblico non giovane. La loro canzone, Fiumi di parole, non era né brutta e né bella ma fu crocifissa per vent’ anni. Nel giorno della loro vittoria si compì la loro fine mediatica. Hanno pagato uno scotto incomprensibile. A me sono simpatici e mi è dispiaciuto”.

(continua dopo la pubblicità)

 

(continua dopo la pubblicità)

Stefano Mauri

Due parole su questo sito blank
(continua dopo la pubblicità)

Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button

Adblock Detected

Per favore, disattiva il blocco della pubblicità su questo sito, grazie