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“Il Chelsea di Tuchel gioca di contropiede e non è criticato come la Juventus di Allegri”

Mister Claudio Ranieri dice la sua nell'eterno dibattito tra giochisti e risultatisti

 

 

Risultatisti o Giochisti? E’ l’eterno dilemma del calcio: un giuoco strano, dove vincere talvolta paga, ma non appaga. Ah … chiamato a Torino per guidare la Vecchia Signora di Allegri nel 2019 che vinceva giocando male, ironia della sorte: Sarri, Maestro del bel Giuoco… vinse, senza entusiasmare e fu esonerato. Altro paradosso ironico, sabato scorso, Allegri ha poi battuto la Lazio giochista di … Sarri.

Ebbene, il quotidiano La Repubblica ha intervistato, nei giorni scorsi, mister Claudio Ranieri, oggi allenatore del Watford, in Premier League e, soprattutto, Eccellenza Italica da esportazione. Il tema toccato dall’intervista? Il match Chelsea-Juve, partita di Champions: coach Ranieri, trainer minimalista e risultatista, è un ex di entrambe le squadre.

“Gli inglesi contropiedisti? Amano stare lì dietro e ripartire, sì. Tuchel glorificato, Allegri criticato? Noi italiani siamo supercritici. Ho visto Inter-Napoli, che ritmi meravigliosi. Poteva benissimo essere una partita di cartello della Premier. Non mi piace che lo stile di Allegri venga definito vecchio. Ma che vuol dire? La Juve gioca per vincere, a modo suo. Max Allegri la sta riportando alle antiche abitudini e per questo ci vuole del tempo. Il club ha cambiato tre tecnici con tre filosofie diverse in tre anni e certi sballottamenti non possono essere assorbiti in un attimo. Il tecnico livornese sta riportando la squadra sulla linea di rendimento dell’anno scorso: magari non vincerà lo scudetto, ma un posto in Champions lo guadagnerà”.

Così parlò Claudio Ranieri e ha ragione: vincere all’italiana senza far arrapare, per intenderci alla Trapattoni, alla Capello, alla Tuchel, alla Mourinho, all’Allegri … beh, non è reato. Almeno per il momento.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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