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Il dottor Agostino Dossena: “Il Covid va a ondate, la normalità dipende da noi”

Vaccinazioni, attenzione e utilizzo scrupoloso della mascherina per arginare il virus

 

Medico specialista in Anestesia e Rianimazione e Blogger scientifico informato sui fatti e mai alla ricerca di Like o sensazionalismi inutili, il dottor Agostino Dossena, a modo suo e senza gridare è tornato a postare e comunicare, in materia di maledetto virus, in questi giorni delicati caratterizzati, purtroppo, da numeri che peggiorano ovunque.

Il Covid 19 si sta comportando come tutte le pandemie,  come un sasso lanciato nello stagno: la prima onda maggiore di tutte, l’intervallo , la seconda onda più piccola e così via.
In effetti abbiamo avuto la prima importantissima ondata del marzo-aprile 2020, praticamente niente la successiva estate, la seconda ondata nell’autunno-inverno scorso, estate tranquilla e ora la terza che, grazie anche ai vaccini,  si sta rivelando più bassa dello scorso anno.
Se così si confermerà, ci aspetta una futura primavera ed estate con basso tasso di circolazione del virus e pochi casi
Come era anche prevedibile, secondo GIMBE sono cresciuti del 37,7% i nuovi casi settimanali di Covid-19, del 14,8% i ricoveri in ospedale e del 9,4% le terapie intensive.
   Aumentano casi di Covid-19 in tutte le regioni italiane e l’aumento va dal 12,7% della Toscana al 75,3% della provincia autonoma di Bolzano.
  In particolare, per 66 Province c’è un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Veneto tutte le Province superano tale soglia
Come leggere correttamente i dati è però estremamente importante per valutare l’efficaci o meno dei vaccini 
Se le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura, come attualmente in Italia, si verifica il cosiddetto ’”effetto paradosso”, per cui il numero assoluto  di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati.
In questi casi però, l’incidenza (intesa come il rapporto tra il numero dei casi e la popolazione) è circa dieci volte più bassa nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Questi numeri, se letti correttamente, ribadiscono, se ce ne fosse bisogno, quanto la vaccinazione sia efficace.
Paradossalmente, se tutta la popolazione fosse vaccinata, i pochi casi sarebbero tutti dei vaccinati
Infatti la vaccinazione anti-COVID-19, come accade per tutte le vaccinazioni, non protegge il 100% degli individui vaccinati. Attualmente sappiamo che la vaccinazione anti-COVID-19, se si effettua il ciclo vaccinale completo, protegge all’88% dall’infezione, al 94% dal ricovero in ospedale, al 97% dal ricovero in terapia intensiva e al 96% da un esito fatale della malattia.
Per tornare all’oggi, il virus sta di nuovo circolando, complice tante cose, ma anche dei tamponi rapidi falsi negativi, si calcola siano il 30%. Il tampone falso negativo dà una falsa certezza; se si entra con un falso negativo in un luogo dove si trovano persone suscettibili, si verifica l’infezione.
Cosa possiamo fare per riservarci un Natale diverso dallo scorso anno e qualche bella sciata?
Innanzitutto la vaccinazione, per chi non è ancora vaccinato e per chi ha fatto le prime due dosi più di 6 mesi fa: non stupiamoci e non consideriamola una forzatura, la terza dose di richiamo è assolutamente normale, come moltissimi altri vaccini: credo che tutti abbiamo fatto l’antitetanica, che si fa esattamente come il vaccino per il COVID: le prime due a distanza di un mese e la terza a 6-12 mesi
A questo aggiungerei le solite precauzioni, a cominciare dalla mascherina; va bene il suo utilizzo nelle aree chiuse, ma portiamola anche all’aperto se ci fermiamo a chiacchierare con amici e conoscenti, ci salvaguarderà anche dal raffreddore e dalla comune influenza.
Abbiamo tutti bisogno di tornare alla normalità e non vediamo l’ora di riprenderci la libertà, dipende tutto da noi-
Così postò via social il dottor Agostino Dossena.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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