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I negazionisti pandemici e la sindrome di “Mediterraneo”

 

Da quando è iniziata la pandemia da covid 19, ci troviamo a fare i conti con agguerrite schiere di negazionisti.

Prima ci sono stati coloro che negavano l’esistenza di un contagio o quantomeno la sua pericolosità. Tra questi, per esempio, era da annoverare il filosofo Giorgio Agamben, attualmente tra gli oppositori più illustri del green pass, che alla fine di febbraio 2020 scriveva significativamente un articolo intitolato “L’invenzione di una epidemia”.

Poi sono arrivati coloro che negavano in tutto, o ridimensionavano fortemente l’utilità delle misure di distanziamento sociale, soprattutto quella più forte: il lockdown delle attività economiche e ricreative.

Quindi fu la volta di coloro che negavano,  e continuano a farlo, l’efficacia  del vaccino contro il contagio, e la sua innocuità per la salute di chi vi si sottopone.

Da ultimo, abbiamo coloro che negano la necessità del green pass, considerandolo un modo per irregimentare le masse e non uno strumento di prevenzione sanitaria.

Il negazionista pandemico è irriducibilmente impermeabile alla vera e propria messe di dati statistici ed epidemiologici che gli danno torto.

Elenchiamoli.

Riguardo alla realtà di un grave contagio virale, il picco anomalo di decessi anagraficamente registrato nel 2020. Leggi qui il rapporto ISTAT/ISS in merito.

Riguardo all’utilità delle misure di distanziamento, la caduta nel numero dei contagi avvenuta tra il marzo e il giugno del 2020 dopo l’introduzione del lookdown. Leggi qui la situazione al 15 ° marzo 2020  e qui quella al 15 giugno 2020 (fonte: archivio del Corriere della sera ricavato dai bollettini giornalieri dell’ISS)

Riguardo all’efficacia del vaccino, il dato sulla netta minor incidenza (vedi qui l’ultimo rapporto ISS sull’andamento dell’epidemia) di ricoveri, malattie gravi e morti tra i vaccinati rispetto a quelli che il vaccino non l’hanno fatto  . Riguardo alla sua sicurezza (vedi qui l’ultimo rapporto AIFA sulla sorveglianza  sui vaccini anti-covid 19), il numero estremamente contenuto di reazioni avverse rispetto a quello elevatissimo delle vaccinazioni, e la mancanza di un incremento anomalo (vedi qui i dati ISTAT sulla mortalità globale nel primo semestre 2021 rispetto al corrispondente periodo del 2020 oltre che la succitata complessiva analisi specifica di ISTAT/ISS in merito alla mortalità in tempo di pandemia) nel numero di decessi rispetto allo storico dopo l’inizio della campagna vaccinale.

Riguardo al green pass, il miglioramento dei dati sul contagio dopo l’introduzione del certificato verde per l”accesso ai luoghi di ristorazione e ricreazione (vedi qui la situazione al 7 agosto, data di entrata in vigore del green pass e qui la situazione a ieri, desunte sempre dall’archivio del Corriere della sera ricavato dai bollettini giornalieri dell’ISS ).

Il negazionista pandemico pensa che tutti questi numeri siano falsati a prescindere, salvo considerarli oro colato, noncurando qualsiasi controsmentita,  appena sembrino , per travisamento o scorretta interpretazione, confermare le sua tesi. L’ultimo caso è quello del report dell’ISS sulle comorbilità presenti nei morti per covid (vedi qui) e che sui social è diventato la presunta “pistola fumante” che non sarebbe mai esistita una pericolosa pandemia (leggi questo post).

Si potrebbe pensare che i negazionisti pandemici siano semplicemente sciocchi, forse inguaribili.

Non è così.

I negazionisti pandemici soffrono della sindrome di “Mediterraneo” – dal film premio Oscar di Gabriele Salvatores- che vado a illustrare.

In questo riconosciuto capolavoro, premiato agli Oscar nel 1992  come miglior film straniero, un gruppo di soldati italiani, all’inizio della seconda guerra mondiale, si rifugia in una piccola isola greca, rimanendovi sino alla fine del conflitto.

Poiché l’isola viene totalmente trascurata dalle operazioni belliche, per i militari quel soggiorno si trasforma in una vacanza in mezzo al meraviglioso mare della Grecia, baciato dal sole.

Per loro, non avendone mai esperienza diretta, l’orribile carneficina della seconda guerra mondiale è come se non esistesse.

Ma è un’illusione, dovuta alla particolare prospettiva da cui osservano il mondo, tant’è che alla fine, abbandonando l’isola, scopriranno che cosa è accaduto di devastante lontano dai loro occhi.

Ora il coronavirus, al contrario di molte epidemie della storia con un alto tasso di letalità, è un contagio che la maggior parte delle persone non vede intorno a sé.

Come ben spiega in questo video il dottor Massimiliano Bellisario, medico di famiglia operante nell’epicentro della pandemia, la val Seriana nel bergamasco, la maggior parte degli abitanti, oltre il 95 per cento, non  contrae la malattia, o la contrae in forma del tutto asintomatica. Sull’illuminante testimonianza del dr. Bellisario, vedi anche questo post.

Una breve parentesi per anticipare l’obiezione che con implacabile puntualità si continua ad sentire: se la stragrande maggioranza della gente non ne è sfiorata, come mai da due anni viviamo sotto scacco dell’emergenza coronavirus? Be’ semplicemente perché, come spiegava la maestra alle elementari, una piccola percentuale di un numero grande ( nel nostro caso il 5% di 50 milioni, a tanto ammonta la popolazione italiana) è comunque una cifra imponente, in grado di generare un’ondata di ammalati che manda al collasso i servizi sanitari e anche quelli funerari perché, in base al dimensionamento storico, i primi non sono attrezzati per disimpegnare le cure e i secondi le  esequie di così tanta gente in così breve tempo.

Ma torniamo all’effetto Mediterraneo.

Come i protagonisti del bellissimo film di Salvatores, che non sperimentano intorno a sé la guerra, i negazionisti pandemici, non sperimentando  su di sé e nemmeno tra i parenti e gli amici le conseguenze della pandemia, sono indotti a ritenere che il contagio non esista, o comunque sia gonfiato in modo abnorme.

Se nell’isoletta della loro quotidianità bombardieri e incrociatori nemici non se ne vedono, e men che meno soldati dell’opposto fronte minacciosamente armati di tutto punto, perché mai dovrebbero credere a una guerra mondiale, mutatis mutandis ad una pandemia?

Questa tuttavia se ne infischia della loro percezione, continuando implacabilmente a esistere con la forza bruta della nuda realtà.

Tra gli imboscati involontari di “Mediterraneo” e i negazionisti pandemici c’è però una differenza: i primi non avevano, come invece i secondi, i social network per mettersi in contatto, reciprocamente convincendosi dell’universalità del  punto di vista comune , con gli altri che come loro, abitando nel cuore dell’Australia, in Patagonia o in Alaska, non erano direttamente toccati dalla guerra .

Rino Casazza 
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Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si è trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora al Teatro alla Scala Di Milano. Ha pubblicato un numero imprecisabile di racconti e 15 romanzi che svariano in tutti i filoni della narrativa di genere, tra cui diversi apocrifi in cui rivivono come protagonisti, in coppia, alcuni dei grandi detective della letteratura poliziesca. Il più recente è "Sherlock Holmes tra ladri e reverendi", uscito in edicola nella collana “I gialli di Crimen” e in ebook per Algama. In collaborazione con Daniele Cambiaso, ha pubblicato Nora una donna, Eclissi edizioni, 2015, La logica del burattinaio, Edizioni della Goccia, 2016, L’angelo di Caporetto, 2017, uscito in allegato al Giornale nella collana "Romanzi storici", e il libro per ragazzi Lara e il diario nascosto, Fratelli Frilli, 2018. Nel settembre 2021, è uscito "Apparizioni pericolose", edizioni Golem. In collaborazione con Fiorella Borin ha pubblicato tre racconti tra il noir e il giallo: Onore al Dio Sobek, Algama 2020, Il cuore della dark lady, 2020, e lo Smembratore dell'Adda, 2021, entrambi per Delos Digital Ne Il serial killer sbagliato, Algama, 2020 ha riproposto, con una soluzione alternativa a quella storica, il caso del "Mostro di Sarzana, mentre nel fantathriller Al tempo del Mostro, Algama 2020, ha raccontato quello del "Mostro di Firenze". A novembre 2020, è uscito, per Algama, il thriller Quelle notti sadiche.

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