Delittisocietà

Fabrizio Rocchi e la morte della mamma: “Non sono stato io, ha fatto tutto da sola”

Prima di finire in prigione Fabrizio Rocchi si era difeso così dai sospetti: “Secondo me è morta perché è caduta dentro al bagno. Il lavabo aveva certi spigoli… Non è stata uccisa”.

 

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Il servizio di Cronaca Vera sul caso di Fabrizio Rocchi

 

 

ARDEA (Roma)- Lo hanno arrestato con la peggiore accusa che si possa immaginare per un uomo: aver ucciso la propria mamma, per poi allontanarsi facendo finta che nulla sia successo. È finito così in manette con l’accusa di omicidio aggravato Fabrizio Rocchi, 48 anni, fermato dopo un’indagine lampo coordinata dalla Procura di Velletri. Lui, fino alla fine, non si era sottratto alle domande dei giornalisti e aveva detto: «Non ho ucciso la mia mamma».

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LA MORTE

Il cadavere di Graziella Bartolotta, 68 anni, era stato trovato nel bagno di casa nel pomeriggio del 28 settembre: era steso a terra, in una pozza di sangue e con una profonda ferita alla testa. L’aveva rinvenuta la donna delle pulizie, che l’aiutava da quando faticava a deambulare e necessitava di un girello per muoversi dentro l’abitazione. La colf si era messa ad urlare, dando così l’allarme. Cosa poteva esserle successo? Non risultavano segni di effrazione su porte e finestre: il segno che una rapina era da escludere. Se la donna era stata uccisa, aveva certamente aperto la porta al proprio assassino. O quest’ultimo possedeva le chiavi per entrare. Gli inquirenti avevano iniziato le indagini dando un’occhiata alle immagini delle telecamere di sicurezza: così avevano accertato che l’ultima persona ad entrare in casa di Graziella era stato proprio il figlio Fabrizio, che abita in un altro appartamento della stessa villetta. Lo avevano presto indagato, sequestrandogli il cellulare. Fabrizio, raggiunto dai cronisti di Repubblica, ha provato a fornire la sua versione dei fatti: «Mamma era cocciuta e secondo me è morta perché è caduta dentro al bagno. Il lavabo aveva certi spigoli… Non è stata uccisa. Doveva rimanere a letto, anzi lei stava sempre a letto». Altre cose però non tornavano: perché accanto al corpo della mamma non c’era il girello. Dall’abitazione non sono stati portati via nemmeno i 200 euro che la donna teneva in un cassetto. Fabrizio ha continuato a parlare: «Sto proprio accanto a mamma, qui in questa villetta. Lei mi chiama ogni cinque minuti per sapere qualcosa. E ieri sono stato l’ultimo a vederla. Erano le 8,30. Avevo accompagnato i bambini a scuola, poi ho comprato le sigarette e ho anche vinto al Gratta e Vinci». Per lui, la mamma «è caduta in bagno perché lunedì era mancata l’acqua e lei sicuramente, visto che non era venuta l’assistente sociale, ha voluto provare a lavarsi da sola». Diceva di non essere preoccupato del sequestro del cellulare: «È prassi». E ancora: «Non so niente, so solo che alle 8,30 con mamma ci siamo fumati due sigarette e preso il caffè. Poi l’ho baciata e sono andato via». Poi è intervenuta la moglie Matilde, in lacrime: «Dobbiamo ancora dirlo ai nostri figli. Erano legatissimi alla nonna».

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Graziella Bartolotta

LA SVOLTA

Ma il dilemma se si trattasse di incidente o di delitto è stato risolto dal referto autoptico: l’esame del medico legale ha accertato che Graziella è stata attinta da tre violentissimi colpi alla testa con un corpo contundente. Dunque, a giudizio della scienza, nessuna caduta accidentale avrebbe potuto provocare quelle ferite larghe 12 centimetri. Qualcuno l’ha certamente uccisa. Ma perché? Per capirne il movente i carabinieri sarebbero stati dai racconti della badante, che, stando alle cronache, averebbe parlato di rapporti conflittuali tra madre e figlio. Ma al di là di questo, altri elementi potrebbero rivelarsi decisivi: a partire dai tessuti riconducibili a Fabrizio e che, secondo Il Messaggero, sarebbero stati rinvenuti sotto le unghie della donna, il segno che i due potrebbero aver lottato. E poi le immagini di sicurezza che riprendevano l’uomo all’uscita della casa con un sacchetto: dentro, per chi indaga, c’era l’arma del delitto, presumibilmente un posacenere, di cui Fabrizio si sarebbe successivamente liberato gettandolo nella vegetazione. Infine, riporta Fanpage, Fabrizio avrebbe tentato di crearsi un falso alibi, recandosi da una famiglia cui doveva sistemare il giardino. Ma le loro comunicazioni sarebbero in realtà interrotte da mesi. Il cerchio, così, sembra essersi chiuso.

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