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Adani mi consenta: giocare all’Italiana non è reato. E l’Inter ci si costruì il Triplete

Allegri blocca il Chelsea e la Juve vince e convince in Champions League. Chiesa alla CR7

 

 

“E’ stata una prestazione sofferta, il Chelsea è stato bravo nel possesso palla però noi abbiamo fatto il vero spirito Juve, quello che ci chiede il mister. Siamo partiti con un modulo, poi abbiamo cambiato per andare in profondità. Siamo stati bravi a punire i Blues, hanno sofferto”. Così parlò ai media internazionalpopolari, mercoledì scorso 29 settembre, l’uomo partita di Juve – Chelsea: Federico Chiesa (il Cr7 italiano fatte le giuste e dovute proporzioni), colui il quale ha deciso il successo bianconero che ha inoltre aggiunto:“Ci tengo a dire che non c’è mai stato problema con mister Allegri, è una cosa creata dai giornali. Faccio quello che mi chiede, c’è grande sintonia, hanno messo del gossip inutile perché siamo partiti male. Vogliamo riportare la Juventus al livello di quella degli scudetti.Questa competizione è una bella sfida, ci godiamo questa serata ma c’è subito il derby: un’altra partita importantissima. Juventus come l’Italia a Wembley? Abbiamo dimostrato di avere un grande spirito contro una squadra fortissima”.

Mister Massimiliano Allegri, bravo con le sue azzeccate alchimie tattiche, le mitiche “Allegrate”  ad incartare i londinesi, così ha commentato la vittoria juventina ai microfoni di Sky Sport: “Queste son le partite che dovremmo giocare più spesso, soprattutto in campionato, fanno parte della crescita. Abbiamo iniziato non benissimo, poi ci siamo aggiustati con attenzione sulla fase difensiva. Dovevamo distribuire meglio la palla quando possibile, poi potevamo chiuderla e alla fine abbiamo sofferto. Contento però di aver messo un altro pezzetto per passare il turno. Inizialmente eravamo ordinati ma stavamo avendo difficoltà: ho messo allora Chiesa a fare il centravanti visto che potevamo attaccare gli spazi.

Perché in campionato subite così tanti gol e in Champions no?Poiché il calcio è anche questo. I ragazzi sono stati attenti sulle palle inattive e non abbiamo rischiato. Ora pensiamo però al derby di sabato e a sistemare la classifica in campionato. Dobbiamo rivedere questa Juve in campionato: c’è da recuperare e capire che per arrivare a certe vittorie si passa da queste partite”.

Detto che giocare all’Italiana non è reato e che l’Inter nel 2010, così giocando, ci si costruì il Triplete, già chissà cosa pensa Lele Adani, commentatore Rai e antagonista numero 1 del pragmatismo risultatista Allegriano, tipico, di questa Juventus in miglioramento?

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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