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Juve: Luciano Moggi dice la sua. Lele Adani torna ad attaccare. Federico Cherubini si racconta

Settimana di Champions, la Juventus fa sempre discutere e si pensa pure al mercato invernale

 

 

“La Juventus, per risalire la classifica, deve saper trasformare l’ansia da risultato in motivazione, imparando a credere di più nelle proprie forze, specialmente adesso che non c’è più il punto di riferimento CR7. Ai tifosi bianconeri suggeriamo di non ingenerare confusione in un ambiente già confuso di per se stesso, a staff tecnico e giocatori di passare dalle chiacchiere ai fatti, visto che tutti sapevano che la Juve non era forte come nel passato, anche perché sta affrontando un rinnovamento dei ranghi che richiederà buonsenso e soprattutto pazienza”.

Così ha parlato nei giorni scorsi il calciofilo Luciano Moggi, ex direttore generale di una grandissima Vecchia Signora (ah come servirebbe oggi un dirigente con le sue competenze e personalità).

E pure Adani, in quel di Novantesimo Minuto, trasmissione Rai che lo vede protagonista è tornato a parlare di cose juventine, ecco il suo pensiero:

“La Juve ha la rosa più forte ma non è la mia favorita per lo scudetto. Spero che Allegri abbia capito questo. Ha preso tre punti oggi (domenica 26 settembre con la Sampdoria, ndr), ma non ha ancora la qualità e la forza per andare a riprendersi il tricolore. La vedo ancora più indietro rispetto alle altre”.

Per carità, capisco che alimentare lo scontro, diretto e indiretto che ebbe tempo fa con mister Max Allegri, in termine di ascolti giovi ad Adani, ma la formazione bianconera non è la più forte della serie A ed ha parecchi problemi: questo è poco, ma sicuro.

Federico Cherubini intanto, Football Director della Juventus, ha parlato in occasione del premio ricevuto all’evento Inside the Sport a Coverciano. “Non sono qui per gli otto punti in classifica con la Juventus: voglio sperare e pensare che questo premio arrivi per il percorso fatto all’interno del club. Noi direttori sportivi viviamo altrettanto la differenza tra chi è stato un grande giocatore e non: io ho sfiorato il professionismo e ho iniziato a fare il dirigente in Lega Pro. Da lì ad arrivare alla Juventus, è stato difficile ma stimolante. Viviamo la differenza tra chi ha avuto passato importante e chi non ce l’ha avuta: serviranno dei parametri per accedere al ruolo, esser stati dei calciatori deve avere chiaramente un peso. Quando vedo Maldini in tribuna, so che il suo peso e la sua valenza ha un valore. Però ci sono ragazzi che non hanno avuto un passato così importante che devono avere la chance di avere questo percorso. Pensando al mio passato, dico che diciotto anni fa, quando ho iniziato, era indispensabile fare il pellegrinaggio dai Sartori, dai Perinetti, dai direttori che potevano prendere uno dei miei dalla Lega Pro”.

Il direttore sportivo della Juve, sul suo taccuino ha bene evidenziato il nome del giovane, promettente centrocampista Aurelien Tchouameni del Monaco, seguito pure dal Chelsea e quello dell’attaccante del Pisa Lucca seguito anche dall’Inter.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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