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Il calciomercato juventino si chiude senza botti e all’insegna della massima austerity

L'ex attaccante juventino Ravanelli invita ad avere pazienza e fiducia nei confronti di mister Allegri

 

Quindi tanto tuonò che, alla fine non piovve e Pjanic e Icardi, almeno per questa sessione di mercato non si trasferiranno alla Juventus. Basterà Kean a sostituire Cristiano Ronaldo? Locatelli si rivelerà il playmaker moderno che manca alla Vecchia Signora? Dybala rinnoverà e diventerà il fuoriclasse che potrebbe essere? Arrivabene (l’amministratore delegato voluto da John Elkann) e il direttore tecnico Cherubini si riveleranno all’altezza del delicato compito che li attende? Mister Max Allegri riuscirà ad avviare il Rinascimento juventino?

Il tempo risponderà a questi quesiti, la parola d’ordine, in casa Juve è ora quella di contenere i costi e sistemare al meglio il bilancio: per questo non sono state fatte spese folli in questa campagna acquisti.

Intanto, a Tuttomercatoweb, sito molto informato, a margine della partita di beneficenza a favore della Fondazione Fabrizio Meoni onlus, a Castiglion Fiorentino, ha parlato Fabrizio Ravanelli che si è soffermato sulla Juve e non solo: “Dopo la partenza di Ronaldo  la squadra deve trovare una sua identità ma Allegri riuscirà in questo obiettivo. Dopo la fine dei cicli bisogna essere pazienti per ricreare quello spirito battagliero che ha nel Dna questa società. Il centrocampo? Negli ultimi due anni ha avuto vari problemi e nell’ultima partita ci sono state difficoltà anche a riempire l’area e poter concludere”. Poi sugli attaccanti del nostro campionato: “Abraham l’ho sempre seguito e ha fatto grandi miglioramenti, è completo, e fa giocar bene la sua squadra. Vlahovic è un finalizzatore incredibile, ha gran forza fisica, gran fame e questa sua determinazione e carattere in certi momenti mi fa ricordare quando ero giovane. Mi ci rivedo per la combattività, ha un’autostima incredibile e sa tenere botta anche nello scontro fisico”.
Così parlò l’ex bomber bianconero Ravanelli, nel frattempo la Vecchia Signora è in fase di ricostruzione e cerca il suo nuovo ciclo. Deve passare la nottata, sperando non arrivi la tempesta.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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