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Anteprima mondiale a Soncino, sabato 11 settembre, del lungometraggio “Quando il mondo si fermò”

A vent'anni dall'attentato alle Torre Gemelle arriva il documentario di Luigi Cazzaniga

 

 

Fotografo, pittore, filmaker, cronista, scrittore e… sì, tante altre belle cose è, l’artista, Eccellenza Italica da esportazione, da anni ormai newyorkese d’adozione, ma soncinese nel Dna, Luigi Cazzaniga: meraviglioso, creativo, simpatico, vulcanico Italiano del Fare, nel mondo. E per capire il suo spirito, a seguire ecco una sua… vecchia, ma attuale, intervista rilasciata al Blog Sussurrandom. Nota a margine: sabato sera 11 settembre a Soncino (meraviglioso Borgo medioevale in provincia di Cremona), con inizio alle 21, presso il piazzale della Filanda, in anteprima mondiale, prima di andare in scena a New York, verrà proiettato il lungometraggio “Quando il mondo si fermò”, il documentario sull’attentato alle Torri Gemelli realizzato proprio da Cazzaniga.
Come è arrivata la decisione di dedicarsi all’arte della fotografia?
Mah… tanti anni fa, mio fratello, un po’ per gioco, un po’ così, forse per dirmi qualcosa ad effetto, in un bar mi prese in disparte e guardandomi negli occhi, in modo diretto mi disse che dovevo fare il fotografo perché è il mestiere più bello del mondo. E da lì iniziai a … scattare.
Ma fa davvero il lavoro più bello del mondo?
Per carità, magari c’è di meglio, io però mi diverto fotografando. E pare mi riesca la cosa.
La fotografia che non avrebbe mai voluto scattare?
Nel settembre del 2001, precisamente l’11 settembre, mi trovavo presso il World Trade Center, proprio sotto le Torri Gemelle e … trovato un riparo di fortuna realizzai un video al crollo della prima Torre. Sbagliai poi a schiacciare un tasto, preso dalla drammatica concitazione del momento e non mi riuscì di immortalare il brutale attimo del crollo dell’altra Gemella. Non avrei mai voluto documentare una simile, bestiale, brutalità.
Cos’è per lei la fotografia?
Il ritratto della realtà. Ah io fotografo sempre, non solo per lavoro, scelgo i soggetti, gli attimi che catturano la mia curiosa attenzione. E le nuove tecnologie, i telefonini moderni, i tecnologici I Phone aiutano assai. Oggi siamo tutti fotografi in fondo, no?
“Inter Mondo” è il suo libro fotografico dedicato al club nerazzurro milanese…
E portò fortuna vincemmo tutto quando uscì, Triplete compreso. Sei interista tu?
Ehm… tifo Juve…
(Risata bonaria) Ah, ah … che sfigato juventino.
Torna spesso a Soncino?
Sì, le mie origini sono soncinesi, la mia famiglia è dal 1600 che è di quelle parti.
E il meraviglioso Borgo Soncinese, lei compreso, regala arte e artisti al mondo.
Una volta scattai una foto a una strada del Borgo e poi la lasciai là. A distanza di tempo la osservai e mi accorsi che offriva scorci e particolari artistici diversi. E fa sempre lo stesso effetto. Sì c’è un qualcosa di magico a Soncino.
Altre città che l’hanno colpita?
Roma dove ho vissuto parecchio. E adesso sto riscoprendo la mia Milano nella sua modernità. Bazzicai il capoluogo milanese ai tempi cupi delle Brigate Rosse e non erano bei periodi. Ora tutto fortunatamente diverso e Milano è internazionale e avanguardista. E l’Inter è milanese.
Cosa bolle nella sua variegata e densa pentola artistica…
Ho realizzato, in varie città, comprese Cremona e New York un lungometraggio… on the road molto, molto particolare dedicato a particolarissimi sincronismi. Il film è pronto.
Il suo sogno nel cassetto?
Stare il più possibile coi nipoti.
Quando è in tour fuori dall’Italia cosa le manca maggiormente della nostra penisola?
Il sentir parlare in italiano.
Ha fotografato persone, personaggi più o meno famosi (tra i quali Oliver Stone), scorci e orizzonti in tutto il mondo Luigi Cazzaniga, Maestro della Fotografia d’autore. Ma è praticamente rimasto quel ragazzo curioso, vivace, desideroso di imparare, conoscere ed emozionare, emozionandosi, che, su consiglio del fratello, intraprese il mestiere più affascinante che esita sulla faccia della terra. E fotografare, all’inesauribile Cazzaniga: il Soncinese a New York, è Mestiere che gli riesce assai bene. Chapeau.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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