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COVID: COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA

Nell’estate 2021 ci sono più morti e ospedalizzati per Covid rispetto all’estate 2020, con la differenza di 64 milioni di dosi di vaccino inoculate. L’Agenzia Europea dei Medicinali sta vagliando altri 5 vaccini (ecco quali): un particolare che non promette niente di buono…

 

Il 3 agosto 2020 l’Italia faceva registrare 159 contagi da coronavirus in più, 734 ricoverati, dei quali 41 in terapia intensiva. E 12 decessi. Un anno più tardi, il 3 agosto 2021, si registravano 4845 contagi in più sul giorno prima, 2196 ricoverati, dei quali 258 in terapia intensiva. E 27 decessi. La stessa cosa vale per i mesi di giugno e luglio. Come dire che ci si ammala e si muore molto di più dell’anno scorso. Solo che di mezzo ci sono sette mesi di campagna vaccinale e 64 milioni di dosi inoculate. Lo scrive Il Fatto Quotidiano, ma lo avevano già fatto notare Paolo Becchi, Nicola Trevisan e Giovanni Zibordi sul sito di Nicola Porro.

Sui motivi di questo aumento di ospedalizzati e morti nonostante l’efficacia sbandierata di Pfizer, Astrazeneca, Jannsen e Moderna, si potrebbero dare mille interpretazioni. Il problema è che nessuno ne parla. Si va avanti con toni trionfalistici. E a dire che ad ammalarsi gravemente e a morire sia soltanto la stragrande maggioranza dei non vaccinati, nonostante le evidenze in senso contrario già documentate all’estero, come in Israele, il Paese più vaccinato del mondo (lì il 90% dei nuovi contagiati superiori a 50 anni è già vaccinato, così come lo è il 60% dei pazienti gravi).

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Franco Locatelli ritiene necessario che a vaccinarsi siano anche gli adolescenti. Intanto alla Lombardia continuano a giungere “con intensità crescente” diverse “richieste per indennizzo/risarcimento a seguito di somministrazione di vaccino” e la Regione si è rivolta al ministero non essendo intenzionata a pagare. Al quotidiano Libero spiegano da Ats Lombardia: «Purtroppo, ormai da anni ci sono soggetti che hanno fatto di questo tipo di iniziative una fonte di business e il Covid non poteva che solleticarne i palati».

Sarà, ma i dati ufficiali di Eudravigilance fanno notare come tali eventi avversi segnalati siano moltissimi in tutta Europa e all’Aifa, al 9 luglio, ne risultavano 76206 su 49 milioni di dosi inoculate (ricordiamoci che ognuno ne fa due), con quasi il 12% gravi. E non bisogna dimenticare come l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa di Strasburgo, di cui fanno parte anche i nostri parlamentari, esortasse  – con la Risoluzione 2361 – gli Stati membri a mettere da parte fondi per risarcire danni nonostante tale vaccino non fosse obbligatorio.

Ma la direzione sembra essere questa: obbligare nei fatti tutti a vaccinarsi rendendo sempre più stringente il green pass e poi scaricare le responsabilità di eventuali danni sui cittadini sostenendo che hanno “liberamente scelto” il vaccino. Un circolo vizioso da cui non si esce, perché appunto, ci sono già oggi molti più ospedalizzati e morti dello scorso anno, e un preoccupante segnale di eventi avversi.

La soluzione? La prima che suggeriscono gli esperti è appunto vaccinare l’intera popolazione, compresi i giovanissimi la cui mortalità da Covid, ma anche la gravità della malattia, è sostanzialmente quasi pari a zero. La seconda, che prende spunto da quanto accade in Israele, in Germania e nel Regno Unito è la terza dose. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro l’ha già ventilata in Italia per le categorie più fragili «che hanno una risposta più debole e per i quali si stima opportuno un richiamo a 6-7 mesi dal completamento del ciclo vaccinale». Ma presto, è la nostra impressione, il suggerimento sarà allargato al resto del Paese.

Poi, si dirà, finalmente torneremo almeno ai dati dello scorso anno, quando senza vaccini si moriva di meno? Qualche dubbio lo abbiamo. Se così fosse non ci sarebbe ragione che all’Ema, l’Agenzia Europea dei Medicinali, continuassero a monitorare altri cinque vaccini per una futura autorizzazione al commercio: il famoso Sputnik russo, il Vidprevyn, il Curevac, il Vero Cell e il Novavax. Di quest’ultimo, al momento non ancora approvato, l’Unione Europea ha già firmato un accordo per l’acquisto di 200 milioni di dosi non appena sarà considerato “sicuro ed efficace”. E in Israele se ne sta sperimentando un altro, Oravax, sotto forma di pastiglia. Però la domanda è semplice: a che servono tutti questi nuovi vaccini se al massimo con una terza dose tutti dovrebbero risultare già immunizzati contro tutte le varianti? Una risposta adeguata a noi tutti, siamo certi, la troveranno gli esperti nei prossimi mesi.

(Tratto dal Momento di Cronaca Vera in edicola martedì 10 agosto)

 

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