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Maurizio Sarri: “Cristiano Ronaldo? E’ una multinazionale difficile da gestire. E il guardiolismo”

Il neo trainer della Lazio è tornato a parlare su SportItalia: che bordate alla Juve

 

 

Lunedì scorso 5 luglio, dinanzi alle telecamere di SportItalia, ospite dei giornalisti (e Re del calciomercato) Michele Criscitiello e Alfredo Pedullà, Maurizio Sarri neo allenatore della Lazio, ma soprattutto, ex tecnico, tra le altre squadre allenate, di Empoli, Napoli, Chelsea e Juve è tornato a parlare. E durante l’intervista, poi ripresa da varie fonti mediatiche, Sarri non ha risparmiato bordate alla Vecchia Signora di Torino. E chissà se al presidente della Juventus Andrea Agnelli, a Fabio Paratici (ex plenipotenziario del calciomercato che avrebbe preferito riportare Conte sulle rive del Po torinese) e a Nedved (vicepresidente di Madama torinese) saranno fischiate le orecchie. Ecco ora qualche passaggio di Maurizio Sarri a SportItalia…

“Non mi è pesato molto stare fuori in questa stagione così strana con gli stadi vuoti. Non c’era l’entusiasmo e la voglia giusta.Ho fatto un errore clamoroso a lasciare il Chelsea, mi avrebbero dato carta bianca. Vincere non è mai semplice. Era dato per scontato lo scudetto a Torino, sia all’esterno che all’interno. Abbiamo vinto il titolo senza praticamente festeggiarlo, siamo andati a cena ognuno per conto suo. Probabilmente l’anno giusto per andare alla Juventus sarebbe stato questo, visto che a maggio hanno festeggiato il quarto posto. Se ero consapevole dell’esonero? A ottobre 2019 ho chiesto allo staff cosa volessero fare: se andare avanti per la nostra strada, con il rischio di andare via entro 20 giorni, oppure scendere a compromessi e vincere il campionato, sapendo sempre che sarebbe stata l’unica e ultima stagione a Torino”. Sull’atteso esonero e in particolare sull’avvento del debuttante Pirlo al suo posto così si è espresso l’esperto coach toscano: “L’effetto Guardiola ha fatto tanti danni alla fine. Si è presa un’eccezione come se fosse una regola e si corre il rischio di bruciare dei ragazzi che dopo qualche anno sarebbero grandi allenatori”.La presunta accesa discussione con Pavel Nedved durante la breve esperienza bianconera, la gestione di Cr7 (che errore, col senno di poi, volare in Grecia tra le braccia dell’attaccante portoghese un secondo dopo la firma del contratto: vero Sarri?) e il probabile ritorno a Napoli, a Sport Italia, Maurizio Sarri li ha così fotografati: “Ci sono state delle normali discussioni post partita. Non mi è piaciuto che la squadra abbia mollato la spina una volta vinto lo scudetto: avrei voluto che avesse continuato ad andare forte per arrivare al massimo alla Champions.Non è semplice la sua gestione sotto tutti i punti di vista. È una multinazionale Ronaldo, ha degli interessi personali e bisogna farli coincidere con quelli della squadra.Non era una trattativa vera, hanno sondato solo la mia disponibilità. Perché non sono andato? Non avevo la certezza di poter essere molto utile in corsa”.

Insomma il ritorno alla parola di Sarri Maurizio, decisamente, ecco non è stato banale, no?

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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