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Jack lo Squartatore, la vera storia raccontata nell’ultimo thriller di Rino Casazza

Cronaca vera intervista Rino Casazza sull'apocrifo di Sherlock Holmes dedicato a Jack lo Squartatore

 

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Jack lo Squartatore, l’assassino che terrorizzò Londra alla fine del 1800, è il serial killer più noto della cronaca nera. Nessuno lo ha mai preso, nessuno ne ha mai potuto documentare l’identità. Ora la sua vicenda rivive in un romanzo di Rino Casazza, lo scrittore che si dedica alla realizzazione di gialli apocrifi di grandi detective del passato. Stavolta, ad affiancare Sherlock Holmes, l’indimenticabile investigatore di Conan Doyle, c’è l’immarcescibile Auguste Dupin, nato dalla penna di Edgar Allan Poe:  “Sherlock Holmes, Auguste Dupin e la verità sullo Squartatore” è in edicola in questi giorni, pubblicato in cartaceo da Teaser LAB e in e-book edito da Algama.

Come nasce l’incontro tra due personaggi di fantasia e un serial killer assolutamente reale?

Secondo le biografie immaginarie di Holmes e Dupin e la cronologia storica delle gesta dello Squartatore, i tre avrebbero potuto incrociare le loro strade.
Il personaggio di Conand Doyle appare sulla scena letteraria nel 1886, mentre quello di Edgar Allan Poe avendo iniziato  la carriera di investigatore a metà del 800,, e negli anni 80 di quel secolo doveva avere una settantina d’anni; quanto a “Jack the ripper”, tutti sanno che ha terrorizzato Londra coi suoi efferati omicidi nel 1888.
È la prima volta che un “incrocio” del genere viene trattato dalla narrativa cosiddetta “apocrifa”?
Sì e no. Quando era in vita Conan Doyle, erano molti a chiedergli di scrivere una storia in cui Sherlock Holmes si occupasse dei delitti dello squartatore. Dopo la morte dello scrittore scozzese, si contano diversi esempi di “apocrifi” in cui Holmes indaga su questo caso. Il più celebre è il romanzo “Uno studio di nero” di Ellery Queen.
Originale è invece una storia in cui sullo Squartatore indagano in coppia Sherlock Holmes e Auguste Dupin. Si tratta del primo caso in cui questi due monumenti della letteratura poliziesca conducono un’inchiesta insieme, e a vederli fianco a fianco non poteva che essere una vicenda criminale straordinaria…
La cronaca dei fatti è reale?
Gli altri apocrifi di Sherlock Holmes dedicati allo Squartatore, anche il già citato testo di Ellery Queen, si concedono ampie licenze rispetto alla vicenda dei delitti dello Squartatore, mentre invece io mi sono proposto di rimanere fedele alla cronaca del tempo.
In questo mi ha aiutato il libro inchiesta di Gian Luca Margheriti “ Lettere dall’Inferno: la vera storia di Jack lo Squartatore”, ai cui precisi e documentati resoconti mi sono rifatto nel calare Holmes e Dupin negli omicidi  attribuiti al famoso assassino.
Ci puoi fare qualche anticipazione sulla trama?
Trattandosi di un giallo a tutti gli effetti, che si conclude con una sorprendente soluzione del caso dello Squartatore -ricordiamo che  in realtà è ancora irrisolto e che  l’identità dell’assassino è ancora sconosciuta –  non posso svelare troppo. Posso però dire che Holmes e Dupin, trovandosi di fronte a un criminale che colpisce le sue vittime a caso e senza un chiaro movente, cercano innanzitutto di esaminare i luoghi dove sono avvenuti gli omicidi,  e di ascoltare la testimonianza di quanti  si trovavano nei paraggi o conoscevano la personalità e le abitudini delle vittime.
Ripetono, insomma, le indagini svolte dalla polizia, di cui com’è noto non si fidano, avendo iniziato la loro professione proprio per colmare le lacune nell’approccio investigativo delle forze dell’ordine.
Inoltre, essendo per la prima volta alle prese con un “serial killer” si sforzano di inquadrarne le caratteristiche dal punto di vista criminologico.
Hai in programma di nuovo per i tuoi apocrifi, che mettono in campo celebri personaggi della letteratura poliziesca?
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Farò incontrare, ed anzi duellare il più famoso alfiere della legge, Sherlock Holmes, e quello che secondo me deve considerarsi il più famoso dei cattivi, anche perché è un cattivo “buono”: Arsène Lupin, il “ladro gentiluomo”.
Inutile dire che lo scontro tra un artista, qual è Lupin, del furto di astuzia e destrezza, rigorosamente senza ricorrere alla violenza,  e una macchina da guerra del rigore logico come Holmes è destinato a produrre scintille…
(Tratto da Cronaca Vera)

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