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Dj Sergio Zuccotti: “Ho voglia di riaccendere la consolle, ma sono preoccupato e il mondo è cambiato”

Le discoteche verso la riapertura a luglio, i professionisti della notte pronti a ripartire

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Deejay praticamente da una vita, Eccellenza della consolle italica da esportazione, “Nottologo” e, giustamente appassionato sostenitore della movida notturna (settore da sostenere: dà lavoro e crea business col divertimento) Sergio Zuccotti da Soncino (meraviglioso PopBorgo in provincia di Cremona) sì ha fatto ballare (ma pure scrivere dato che è stato il protagonista di articoli, recensioni e libri)

le  discoteche di mezzo mondo. E con lui si balla sempre, coi suoi ritmi evergreen anni Settanta – Ottanta – Novanta, via social, aspettando le riaperture dei vari locali d’Italia. Sergio oggi è anche un convinto, generoso (parla col cuore) personaggio impegnato e … beh attraverso le sue dirette via Facebook è in prima linea, pronto a sostenere le nuove generazioni dispensando loro consigli e dritte preziose.

Quindi se tutto filerà liscio e aspettando direttive precise le discoteche ripartiranno a luglio.

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Ti dico la verità: la voglia di riaccendere la consolle c’è ed è sempre tanta, ma viaggio col freno a mano tirato a questo giro.

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E come mai?

E’ cambiato il mondo, nulla è come prima e il timore di fare la fine dello scorso anno, cioè di richiudere presto i battenti e di essere additati nuovamente come gli untori del popolo, ecco è elevato. E se penso che tanti locali, causa crisi economica non riapriranno e che parecchi giovani, abbandonati a loro stessi, oggi bevono eccessivamente quasi a bruciare, tutta e subito, dal buio alla luce, la loro voglia di libertà ritrovata, ehm mi cresce ulteriormente l’amarezza. Rimane poi il problema di capire nei dettagli cosa chiederanno le istituzioni ai proprietari e gestori di locali per alzare le saracinesche.

Ti sento negativo, dubbioso, timoroso, deluso.

E come dovrei sentirmi? Il mio mondo, vale a dire quello del divertimento notturno, universo fatto da belle persone che chiedono essenzialmente di lavorare coltivando la passione della musica, prima a causa dell’eccessivo consumo di bevande alcoliche, poi per via delle droghe e dei decibel, arrivando agli incidenti del sabato sera e concludendo coi contagi dell’estate scorsa, praticamente è malvisto, vessato e trattato male da anni. Ma è davvero solo e tutta colpa nostra? Per chiudere chi ci ha tutelato, in questa terribile annata, con discoteche e locali chiusi? Ci tagliano persino le dirette Facebook e Social: modo questo per far sentire che nonostante tutto esistiamo e che la musica non si ferma. Ti ricordi la mia proposta di riattivare le discoteche rieducando la gente a ballare? E il mio disegno teso a introdurre nelle scuole l’educazione musicale proiettata sul sociale per far capire che l’unico vero sballo è ballare e non sballarsi?

Certamente erano, sono e resteranno progetti preziosi, luminosi, squarcianti e quantomeno da abbozzare.

Peccato che fatico a farmi sentire nei luoghi che contano e faccio una terribile fatica per metterli in pista. Detto ciò sono prontissimo a ricominciare, ma navigo a vista, sperando tra un mese di essere smentito dalla vita.

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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