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Mister Pirlo, dia retta a un Pirla: talvolta sarebbe meglio dimettersi, no?

Gattuso interessa alla Lazio, Allegri valuta un clamoroso ritorno alla Juve

 

 

Per carità: se la Juventus quest’anno non vincerà nulla, ma rimane pur sempre una finalissima di Coppa Italia da giocare, gettare la croce addosso soltanto a mister Pirlo, debuttante assoluto, suonerebbe ingeneroso nei suoi confronti, no?

Scelto l’estate scorsa per allenare l’Under 23 bianconera in Lega Pro, mah … forse Andrea Pirlo doveva rifiutare la panchina della prima squadra, arrivata all’improvviso dopo l’esonero di Sarri (la Roma lo vuole), così come adesso farebbe bene a dimettersi: per vedere l’effetto che fa, ma soprattutto per evitare alibi alla rosa juventina, gruppo di giocatori totalmente da rifondare.

Sì la Juve non va, mancano un regista, un laterale sinistro degno di tale nome, una prima punta e una mezzala cui non machi il coraggio di tirare verso la porta avversaria. E … intendiamoci: servono giocatori pesanti, pensanti e pronti, non parametri zero o virgulti da svezzare, capito? Pirlo è stato messo sulla panca che fu di Sarri (grave errore scegliere l’ex condottiero del Napule senza essere convinti appieno della scelta di Fabio Paratici, direttore sportivo cui manca come acqua al deserto un general manager alla Marotta, ndr) direttamente dal presidente Andrea Agnelli, ergo solo la proprietà potrà decidere se continuare, o meno, col Pirlo da Brescia.

L’impressione? Agnelli sembra meno convinto della scelta tecnica fatta nell’agosto 2020, quindi la conferma di Andrea Pirlo non è più scontata. Chi al suo posto?

Mah il ritorno di Allegri gioverebbe alla causa, ma andrebbe accompagnato a un certo turnover di dirigenti e calciatori. Una suggestione intrigante? Gattuso a Napoli sta facendo faville, è pronto a un eventuale grande salto e allenare la Juventus, per lui, provare per credere, non risulterebbe un salto nel vuoto. Ma Ringhio dovrebbe andare alla Lazio, scommettiamo?

 

Stefano Mauri

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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