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Pier Francesco Grasselli: “Nel nuovo libro La musa occhio ai risvolti più soprannaturali”

Quante uscite in libreria in questo 2021 per lo scrittore che creò la "Trilogia Maledetta"

La prima delle due uscite che Edizioni Pendragon riserva annualmente alla collana Glam, diretta da Gianluca Morozzi e Alessandro Berselli, è dedicata al nuovo romanzo di Pier Francesco Grasselli intitolato“La musa”. Versatile, appassionato di metafisica ed esoterismo, materie sovente trattate nelle sue fatiche letterarie,

L’autore, tra i vari romanzi scritti, di “All’inferno ci vado in Porsche” (Mursia 2007), “Ho scaricato Miss Italia” (Mursia 2008) e “Don Giovanni all’Inferno” (Porto Seguro 2021) propone questa volta un lavoro erotico-magico dagli echi nabokoviani, ambientato nella quieta provincia emiliana.

La musa mette in scena il personaggio, caro a Grasselli, di Raimondo Spallanzani, scrittore quarantenne solitario e in crisi creativa. La musa cui si riferisce il titolo è quella che Spallanzani si mette a cercare attraverso un annuncio: “cerca una musa ispiratrice”.

È da qui che prendono avvio i fatti: dopo varie candidate inadatte, si presenta al “provino” una bellissima ragazza coi capelli rossi, appena maggiorenne, che risponde a tutti i requisiti. E di questo e altro abbiamo parlato proprio con Grasselli, RockScrittore…

Posso tornare indietro un attimo alla tua storia, uscita circa due mesi fa, “Don Giovanni all’Inferno” impreziosita dai disegni di Silvano Scolari, per dirti che… tali lavori rappresentano capolavori che illuminano la tua bellissima storia?

Grazie del complimento: Silvano appartiene alla “Scuola Internazionale Comix” di Reggio Emilia, geni, artisti di altissimo livello che se la tirano poco, ma collaborano con grandi realtà internazionali, Disney compresa.

Silvano Scolari illustrerà anche la tua prossima fatica letteraria dedicata a “Don Giovanni”?

Sì e ha già collaborato con me in passato. Tra l’altro in questo volume, in uscita verso l’estate, narrerò la genesi del protagonista, vale a dire di come e perché, da figliolo bravo e fedele, dopo una delusione d’amore è diventato un conquistatore seriale.

Appena uscito invece è il tuo volume “La musa”, ove ritroviamo Spallanzani, il tuo alter ego…

Sì… uno dei miei alter ego. Storia ambientata nella provincia emiliana da leggere tutta d’un fiato per passare del tempo in sana leggerezza, ma vi consiglio di fare attenzione ai passaggi dai risvolti strani e soprannaturali, poiché sono quelli veri e autobiografici.

La pandemia ci chiude in casa, ma il tuo 2021 è ricco di nuove uscite editoriali…

Esattamente e segnalo a breve Leonardo Cuoco, libro dedicato a un giovanissimo da Vinci che, nella Firenze dei suoi tempi apre un’Osteria Vegetariana dove riceverà alcuni dei migliori illuminati dell’epoca. Tale volume doveva uscire anni fa, ma ha avuto una nascita varia e stratificata e mi fu ispirata dall’editore Achille Mauri.

Dulcis in fundo, l’attesa è proiettata a un tuo libro, pronto a sbarcare in libreria, sullo stile delle prime tue epiche storie, dunque impostato sulle atmosfere della “Trilogia Maledetta”…

Sarà un mix tra “Fanculo Amore” e L’ultimo Cuba Libre” in effetti. E ho inoltre in arriva una raccolta di poesie.

Senti ma i protagonisti di queste primissimi tuoi libri maledetti, ragazzi che vivevano e animavano bar, discobar, ristoranti e discoteche, beh … come si troverebbero oggi con la Zona Rossa che tutto ha chiuso?

Vivrebbero malissimo la nostra attualità, costretti, con le loro superficiali leggerezze, a fare i conti con loro stessi.

 

Stefano Mauri

 

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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