Salutesocietà

Il dottor Agostino Dossena torna sui vaccini e lo fa per informare e rassicurare

Farmaci nuovi ma sicuri, indispensabili per uscire dal tunnel. E affidatevi ai medici

 

 

 

Lungo il giusto, essenziale, informato e … qualificato: questi gli ingredienti del post, attuale, da leggere, rileggere e studiare, del post, firmato e postato dal dottor Agostino Dossena, dedicato ai vaccini, in particolare a quello Astra Zeneca. Ergo, come suggerisce il medico cremasco specialista in anestesia e rianimazione, anziché credere e seguire tutto, informiamoci solo presso i medici, senza temere alcun vaccino autorizzato dagli organi competenti.

Il vaccino Astra Zeneca… Come è sucesso per tantissimi farmaci, quando si verificano  eventi avversi che in qualche modo potrebbero essere correlati al farmaco o vaccino in questione, in via precauzionale l’autorità, ma anche  l’azienda produttrice stessa, dispone il ritiro del lotto per le verifiche del caso: qualche volta la causa è correlata al vaccino, altre volte si tratta di eventi che nulla hanno a che fare. Facciamo un passo indietro. 

Il vaccino messo a punto da AstraZeneca è un vaccino a vettore virale ed è stato realizzato utilizzando un virus responsabile del raffreddore degli scimpanzè. In una sua versione indebolita, incapace di replicarsi e innocua per l’organismo umano è stato inserito il materiale genetico della proteina Spike, quella che permette al virus SARS-CoV-2 di innescare l’infezione responsabile di COVID-19.

Perchè un vaccino può dare effetti collaterali?

Ancorchè non in grado di produrre una malattia vera e propria, le sequenze genetiche introdotte possono determinare gli stessi sintomi però sfumati della malattia per la quale si è fatto il vaccino e sono essi stessi stimolo al sistema immunitario a produrre anticorpi.

Come ho già avuto modo di dire, non esiste al mondo nessun farmaco o vaccino che sia totalmente esente da possibili (ma non certi) effetti collaterali. Il motivo per il quale vengono comunque somministrati è che l’effetto benefico terapeutico (dei farmaci) e preventivo (dei vaccini) è enormemente prevalente rispetto ai possibili, e ripeto non certi, effetti collaterali.

Oggi non abbiamo un’arma migliore dei vaccini per prevenire le malattie e comunque i possibili effetti collaterali sono sempre minori dei farmaci che eventualmente potremmo utilizzare per curare

In genere comunque gli effetti sono molto contenuti, durano al massimo due giorni e solo eccezionalmente possono dare grandi problemi; certo su milioni di dosi somministrate l’evento avverso serio può capitare, sempre che ci sia una correlazione nei pochi casi riportati (ma ricordiamoci dei cento mila morti per malattia solo in Italia)

Cosa possiamo fare per rendere questi possibili effetti collaterali più sopportabili?

In genere non è necessario assumere farmaci, soprattutto come ho visto fare, in maniera preventiva, è come fasciarsi la testa prima di rompersela; i farmaci, tutti, hanno effetti collaterali e vanno assunti solo se ce n’è bisogno.

In caso di dolori ossei e febbre?

Premesso che è fondamentale sentire prima il parere del vostro medico, personalmente sconsiglio il paracetamolo che è un analgesico centrale e prediligo un antiinfiammatorio classico che, come dice la parola, ha anche una azione antiinfiammatoria che il paracetamolo non possiede, e alcuni di loro anche una azione antiaggregante piastrinica: se ricordiamo quali sono i meccanismi patogenetici del COVID (la vasculite e la tempesta citochinica) allora è ancora più convincente l’antiinfiammatorio rispetto all’analgesico puro, anche in caso di malattia

Scusatemi la digressione un po’ tecnica, ascoltate però con fiducia il vostro medico, fatevi consigliare e soprattutto non abbiate timore dei vaccini, i loro effetti collaterali sono molto meno pericolosi della malattia che prevengono…

 

Così postò via social (Facebook) il dottor Agostino Dossena, medico anestesista – rianimatore e Blogger (agostinodossena.it) informato su quel che scrive e dice…

 

 

Stefano Mauri

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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