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Maurizio Borghetti, medico radiologo: non abbassiamo la guardia e non facciamo casini

Il virus è ancora tra noi e riesce a generare, pur in numero contenuto, polmoniti, ma il futuro è luminoso

 

Ha ancora forza il Coronavirus, anche se bisogna guardare con ottimismo verso il futuro, senza dimenticare che la campagna di vaccinazione, un lavoro immenso da fare, beh continua. Ecco l’ultimo post del dottor Maurizio Borghetti, medico radiologo in trincea contro il maledetto virus da un anno

Dopo diversi giorni che il numero giornaliero di Tac positive per polmonite Covid si era attestato intorno alle 2-3 unità, negli ultimi due giorni si è un po’ alzato. Nulla di grave né di drammatico. Si può sperare che sia un fatto isolato ma non è detto, Burdèl… e sappiamo che le Tac non mentono. Senza spaventarsi, bisogna però tener presente che finché il virus dimostra di determinare malattia significativa vuol dire che ha ancora forza. Bisogna dunque non mollare l’attenzione, evitare salti nel buio con atteggiamenti o azioni non opportune, facendo ciascuno la propria parte in questa tragedia e sopportando (per il bene nostro e degli altri) di ritardare ancora un poco cio’ che tutti vorremmo far prima ma che servirebbe solo a spostare avanti il traguardo. I vaccini ci sono e continuano a essere somministrati (in Italia quasi un milione di persone l’ha già ricevuto, tra l’altro senza alcun effetto negativo significativo dimostrato, come nel resto del mondo). Insieme alla nostra collettiva preparazione nell’affrontare la epidemia, frutto anche di quanto già successo, ci stiamo avvicinando alla soluzione finale. Già ci pensa un po’ la politica a far casino… Noi non dobbiamo farlo prestando il fianco al virus. Quindi…occhio a non sbagliare e a mantenere le indispensabili attenzioni e precauzioni, senza mai perdere la certezza che…
Dai Burdèl che (è la volta) che ghe la fèm …
Così postò sulla sua pagina Facebook giovedì scorso 14 gennaio il DocRock d’Italia Maurizio Borghetti.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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