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Deborah Iurato: con Voglia di gridare regalo qualcosa che mi appartiene alle persone

Già vincitrice di Amici e Terza classificata a Sanremo 2016, Deborah è una cantante in continua evoluzione

 

Vincitrice della tredicesima edizione di Amici, Deborah Iurato, terza classificata (in coppia con Giovanni Caccamo) al Festival di Sanremo del 2016 con la canzone Via da qui (grande pezzo scritto dal leader dei Negramaro Giuliano Sangiorgi), indubbiamente è un’artista, una cantautrice  in costruttiva, creativa, costante e densa evoluzione. E in questi giorni intensi di chiusure, causa il maledetto virus, in vista delle prossime festività natalizie, volentieri abbiamo scambiato due chiacchiere. Particolare non indifferente: è appena uscito “Voglia di girare”, il nuovo singolo di Deborah e … sì è una, gettonatissima, ascoltata, canzone…  bella, solare, moderna, squarciante e per certi versi formativa.

Amadeus, direttore artistico e presentatore del Festival della Canzone Italiana ha presentato i cantanti che a marzo animeranno il massimo evento canoro italiano…

Sarà un grandissimo Festival, in gara ci sono tante voci interessanti.

Tra gli artisti in gara con chi ti piacerebbe duettare?

Mi piacciono le sonorità e i testi di Aiello.

Cosa ti ha lasciato la tua strepitosa parentesi sanremese?

Salire e cantare sul palco dell’Ariston è una straordinaria, importante, emozionante esperienza. La settimana festivaliera è un mix intenso e incredibile di emozioni, adrenalina ed esperienze uniche. Ho avuto la fortuna di esibirmi con un amico e collega importante e conservo ricordi eccezionali. Prima o poi vorrei riprovare a tornare in gara in quel teatro fantastico.

A distanza di quasi cinque anni “Via da qui” rimane un brano che resta, complimenti.

Grazie a te per il complimento, a Giovanni Caccamo e a Giuliano Sangiorgi che ci confezionò una poesia raffinatissima.

Cosa rappresenta per te la musica?

E’ tutto…

Che mi dici della tua ultima produzione discografica?

Arrivata dopo “Superoi” e “Ma cosa vuoi” racconta la spensieratezza della scorsa estate, parentesi leggera dopo la prima ondata del Coronavirus e, in contemporanea vuole pure essere un invito a gridare per buttare fuori tutte le emozioni e provare così a superare le paure, a ripartire dando importanza alle poche cose vere che ci circondano. Con “Voglia di gridare” racconto e dono qualcosa che mi appartiene alle persone che l’ascoltano

Sei diventata cantautrice o sbaglio?

Non l’avrei mai detto, ma sì, ho iniziato da pochissimo, dal lockdown della scorsa primavera, quando complice il periodo assurdo iniziai appunto a buttare giù cosa provavo, cercando di trovare sempre un lato positivo da quella quotidianità. Ringrazio, per questa svolta Placido Salamone che mi supporta.

Stai forse coltivando l’idea di scrivere un libro?

Leggo molto, quello sì, ma cimentarmi in un percorso editoriale non rientra adesso nelle mie priorità. Precedenza alla musica. Detto ciò scrivo molto, talvolta mi sveglio addirittura la notte e metto pensieri e parole su un foglio.

Hai vinto agli inizi della tua carriera il talent Amici di Maria De Filippi.

Grazie a quella vittoria il mio sogno diventò la mia professione. E ricordo con piacere la soddisfazione che diedi a me stessa e ai mie genitori prendendo parte alla formativa trasmissione televisiva. A questo servono quei format:  rappresentano una strada formante, grazie all’ausilio di validi insegnanti, per intraprendere sul serio un percorso musicale di un certo tipo.

Hai ancora sogni nel cassetto?

Fortunatamente ne ho realizzati tanti, ma se proprio devo rispondere, beh ripeto che vorrei tornare al Festival di Sanremo e che mi piacerebbe conoscere un giorno Dua Lipa.

Dove passerai le imminenti festività natalizie?

A Bologna dove vivo, purtroppo lontana dalla famiglia per via delle nuove restrizioni per emergenza sanitaria. E’ un momentaccio in tal senso, ma tornerà la normalità.

Il capoluogo bolognese è fonte d’ispirazione per tanti artisti…

Ci vivo da poco, prima vivevo a Milano, ma Bologna ha già ispirato la mia nuova avventura artistica.

Stefano Mauri

 

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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