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Forse tra qualche giorno il virus potrebbe entrare nella fase di raffreddamento

Maurizio Borghetti, dati alla mano, invita alla massima attenzione, ma è ottimista

 

Maurizio Borghetti, medico radiologo presso l’ospedale Maggiore di Crema è tornato a parlare, o meglio, postare in merito al maledetto virus. E al solito ha espresso concetti, dati e pensieri chiari, fuori dal coro e incoraggianti. Ecco cosa ha scritto …

Da diversi giorni si sta verificando un incremento del tempo di raddoppiamento dei contagi che significa rallentamento della crescita di diffusione del virus rispetto alla fase iniziale della cosiddetta seconda ondata. Analogamente si è stabilizzato e mostra iniziali segni di decrescita il rapporto tra positivi e tamponi fatti. Infine, sta calando (al momento) la crescita del numero dei ricoveri. Se i dati si dovessero confermare anche nei prossimi giorni non sarebbe sbagliato parlare di iniziale “raffreddamento” della epidemia. E sarebbe ancora più significativo tenendo presente che nella I fase questo si era verificato dopo diversi giorni dall’inizio del lockdown totale, attualmente non adottato (nemmeno nelle attuali regioni “rosse”, per intensità di restrizioni). Si sta confermando inoltre una sensibile differenza tra i territori più colpiti nella prima fase (tra cui il nostro) e quelli invece allora relativamente più risparmiati e che oggi sono in sensibile difficoltà.
A margine, il numero di Tac positive per polmoniti dei residenti del cremasco continua a star lontano dalla crescita drammatica di marzo e a mostrare un andamento altalenante nei diversi giorni. Non entro in merito alla complessiva valutazione dei malati  che spetta ai Colleghi clinici e di T.I. Posso però dire che il n° di quadri Tac di polmoniti piuttosto estese (in prima battuta o per evoluzione successiva) a marzo qui era superiore e che il complesso dei dati forniti dalla Tac viene troppo poco considerato nelle valutazioni sullo stato e sull’andamento del Covid-19.
Il mio parere (che non è il Verbo, come ho sempre detto) è che non sia ancora persa la speranza di un andamento meno grave e più contenuto nel tempo rispetto a quello che ai più sembra impossibile. Dipende anche dalle precauzioni che tutti quanti riusciremo a osservare indipendentemente dai provvedimenti decisi da Governo e Regioni.
Un ultima mia personale riflessione sui decessi. È il dato più lento a seguire quello dei contagi. Fermo restando che è ugualmente importante anche uno solo, indipendentemente da età e tutto il resto, esclusivamente al fine di considerare il livello di pericolosità della malattia non posso far finta di non sapere che il n° fornito in questo momento è in Italia (e non so quali altri Paesi) quello dei deceduti con tampone positivo. Successivamente sarà valutato dall’ISS più nello specifico. E sappiamo che oggi, rispetto a marzo, i tamponi vengono effettuati a un numero nettamente superiore di persone. Tutto può essere ma, permettete, mi sembra quanto meno poco comprensibile che la mortalità (per mln di abitanti) di quest’ultima settimana sia in Italia inferiore solo alla Francia e nettamente superiore a quella degli Stati Uniti. Vediamo ciò che accade … comunque, senza timore di dubbi, dico che l’impegno nostro sanitario resta come sempre il massimo possibile da parte di tutti e che…
Dai Burdèl che ghe la fèm (anche stavolta) 
Così postò sulla sua pagina Facebook Maurizio Borghetti DocRock d’Italia…
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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