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Alex Corlazzoli: Impariamo a fare sistema come i Castelli Romani Food and Wine

Il viaggio nell'Italia alternativa del Maestro d'Italia, giornalista, viaggiatore e scrittore

 

 

 

Maestro d’Italia, viaggiatore, giornalista, opinionista televisivo e scrittore, Alex Corlazzoli è reduce da uno straordinario tour nella cosiddetta Italia Alternativa. E con lui, volentieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere…

Come ti è venuta l’idea di attraversare, con un tour tutto tuo, la penisola italica a bordo della tua mitica e mistica Fiat Barchetta?

Sai la pandemia sanitaria da Coronavirus di fatto ha cambiato, cambia e cambierà usi e costumi. Così, aspettando tempi migliori, anziché partire per il solito viaggio all’estero, beh ho deciso di mettermi sulle tracce di posti magari fuori dai consueti giri turistici, ma certamente meritevoli di attenzioni, del resto… viviamo in un paese meraviglioso e tutto da ammirare. Ho viaggiato con la mia Barchetta perché guidare una cabrio, sì … fa convivialità con la gente che talvolta, al passaggio ti saluta.

Hai visitato, tra le altre mete anche la zona dei Castelli Romani?

Credimi, quello spicchio affascinante e particolare del Lazio mi è rimasto nel cuore e consiglio a tutti di visitarlo. Mi sono fermato tre giorni da quelle parti e, grazie alla Talent Wine Valentina Tiraboschi, dal vivo ho conosciuto l’affiatato gruppo che anima l’associazione, attivissima e brava a far rete sul serio, denominata Castelli Romani Food& Wine. Cuochi, ristoratori, albergatori, produttori di vino, imprenditori gastronomici, senza inutili gelosie, animati dalla sana voglia di fare sistema e di far conoscere la loro zona non lontana da Roma, la Capitale che tutto attrae, beh sono riusciti, tra i Colli Albani, a cooperare, uniti, remando nella stessa direzione. Ah … Crema, anziché pensare a campanilistiche contese o rappresentazioni del Tortello Cremasco, beh forse farebbe meglio a iniziare a studiare strategie con Lodi, Brescia, Treviglio, Bergamo, Cremona e Mantova per crescere, con queste realtà, creando percorsi turistici ad hoc. Tornando ai Castelli Romani ho visitato Velletri, Castelgandolfo, Grottaferrata, Frascati e Nemi e ho goduto di quella meravigliosa terra: l’Italia che amo. Indimenticabile la visita alla cantina, da applausi, Gabriele Magno laddove, la degustazione, iniziata alle 19, ecco è terminata a notte fonda.

Potrebbe nascere un libro dal tuo ultimo viaggio?

Mah … non so, ci dovrei lavorare, ma scrivere delle località che ho visto, tutte consigliate ai maestri, quindi a persone che devono poi farle conoscere, non mi pare un’idea da lasciar cadere. No? 

Tra le altre belle cose che fai tu appunto sei un maestro: la scuola ripartirà, in questi tempi di emergenza sanitaria, a settembre?

Sì le aule, pur tra oggettive difficoltà, apriranno, gli istituti superiori magari incontreranno maggiori difficoltà, con gli studenti che eventualmente alterneranno lezioni in aula alla didattica a distanza, ma il sistema scolastico si rimetterà in moto, di questo ne sono sicuro poiché parlo spesso col ministero dell’Istruzione e con la stessa ministra Lucia Azzolina. Per carità, spero, mi auguro di essere smentito dai fatti, ma ho paura che le scuole ripartiranno, per chiudere, come è ahimè successo da altre parti. Ma ripeto, mi auguro di sbagliare e auspico che la curva epidemiologica smetta di crescere.

Programmi per il futuro?

In cantiere ho un libro per i ragazzi, poi dovrei tornare in televisione, sulle frequenze di Rai Gulp con la trasmissione didattica La banda dei Fuoriclasse. Ma il mio sogno rimane sempre quello di trasferirmi prima o poi a insegnare nelle Eolie, dunque nella bellezza, dove, ad Alicudi recentemente ho visitato la scuola più piccola d’Europa. Dulcis in fundo, volare in Moldavia e in Birmania rimane un obiettivo da realizzare allorquando il virus ci darà tregua.  

 

Stefano Mauri  

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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