Salutesocietà

Il dottor Maurizio Borghetti: stiamo sì attenti, ma non si alimenti dannosa paura

In provincia di Cremona, negli ultimi due mesi pochissime polmoniti intersiziali

 

Contestato, applaudito, atteso, seguito: Maurizio Borghetti, DocRock d’Italia e medico radiologo, mettendoci cuore e faccia, da mesi fa anche informazione, diretta, attenta e serena, senza alimentare eccessive paure in materia di Coronavirus. Ecco il suo ultimo post su Facebook:

Dico subito che qui e in provincia di Cremona i nuovi casi di polmonite interstiziale negli ultimi 2 mesi a tutt’oggi (sottolineo a tutt’oggi) sono stati pochissimi; di un certo livello molto prossimi allo 0. A marzo (ero presente e non dimentico) ne avevamo una media di 60-80 nuove al giorno, parecchie gravi. Quindi ragioniamo attenti ma il più possibile rilassati. Non c’è dubbio che la preoccupazione sia focalizzata sulla malattia importante con rischio di morte. Uno studio randomizzato dell’ISS su 5mila cartelle cliniche di 35mila deceduti, con dati pubblicati ha confermato che la principale causa dei decessi Covid-19 è stata la polmonite interstiziale e l’insufficienza respiratoria correlata. Sono un semplice radiologo di campagna ma continuo a insistere che potrebbero bastare questi dati per pensare di utilizzare con maggior caparbietà la tac (ovvio… provvisoriamente in relazione alla situazione) soprattutto là dove si alza maggiormente il numero di positivi al tampone e, magari, non sono proprio tutti asintomatici. Perché pur con tutto il casino di prese di posizione, teorie, minacce, proclami  un dato medico è certo. Se si accerta che il virus non riesce a causare in maniera significativa una malattia importante e pericolosa vuol dire che ne faremmo volentieri a meno, ma è molto più accettabile la convivenza e vengono più limitate le preoccupazioni sul futuro. Allora. I tamponi positivi sono un po’ cresciuti in questi giorni ma niente a che vedere con marzo-aprile dove crescevano di migliaia al giorno e si facevano meno tamponi. Prima in larga parte i tamponi venivano eseguiti a chi si rivolgeva all’Ospedale e poi nelle Rsa, ora in misura molto superiore ai giovani e pertanto non si può ancora affermare che l’età si sia abbassata. Dai dati grezzi che vengono diramati e poi ripresi in toni poco rassicuranti da TV, giornali e media, non si capisce se effettivamente il lieve incremento dei ricoveri e il lievissimo incremento delle T.I. (2 in tutta Italia oggi mentre a marzo ne avevamo una ventina solo a Crema) siano dovuti effettivamente a insufficienze respiratorie con polmoniti interstiziali da SARS-Co-V2. Se lo dicessero con motivazioni adeguate sarebbe meglio. Di norma la paura fa danni invece di curare.
Dai Burdèl che ghe la fèm
Così postò sulla sua pagina Facebook nei giorni scorsi Maurizio Borghetti, medico radiologo e DocRock d’Italia…

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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