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Il medico di Crema: “La Tac nel Covid-19 è un po’ come il Var nel calcio. Può evitare discussioni sul nulla”

Maurizio Borghetti, medico radiologo è tornato con la sua comunicazione serena

Il radiologo Maurizio Borghetti, dalla trincea dell’ospedale di Crema, è certo: “Che il virus sia ancora presente è noto ma non fa più paura. Qualche isolata polmonite la vediamo ancora, ma vediamo anche che è contenuta e non grave”

Non è sparito il Covid-19, ma qualcosa nel suo modus operandi è mutato da tempo. E le gravi polmoniti, riscontrare da Tac (utili a combattere il diffondersi del virus, come il Var a disperdere inutili polemiche nel football), ormai fortunatamente sono pochissime. E da Crema, zona tra le più colpite d’Italia dal Coronavirus, il medico radiologo Maurizio Borghetti è tornato a … comunicare secondo il suo consueto stile rasserenante, quanto segue…
Crescono come funghi le dichiarazioni e prese di posizione positive sulla coronapandemia mentre in aprile (tranne i Burdèl ) eran tutti concentrati su contagi, pericoli, modalità di infezione (anche astruse) catastrofi eccetera e intanto le Tac delle polmoniti crollavano. Si scontrano però con quelle più prudenti e con quelle pessimistiche. C’è quindi ancora confusione. Trascuriamo quella di alcuni esponenti della politica che mi pare abbiano ancora trovato poco insegnamento da quello che è successo. Resta piuttosto ambigua la comunicazione. Se insieme al numero dei nuovi contagi in Lombardia o al rilievo di nuovi focolai come quello del S.Raffaele di Roma, dicessero se e quanta malattia (polmonite confermata da Tac) sia stata riscontrata e, nel caso, quanto è estesa, il tutto avrebbe un senso più compiuto. Anche il prof. Gattinoni professore emerito dell’Università di Göttingen in Germania, uno dei più grandi esperti in anestesia e rianimazione, ne riconosce e ne ha riconosciuto il ruolo (anche trascurato) in questa vicenda. 
La Tac nel Covid19 è un po’ come il Var nel calcio. Può evitare discussioni sul nulla.
Che il virus sia ancora presente è noto ma non fa più paura. Qualche isolata polmonite la vediamo ancora, ma vediamo anche che è contenuta e non grave e poiché sappiamo che questa zona è stata colpita in modo più violento rispetto ad altre (Milano compresa) è verosimile sia solo una prevedibile coda. Al momento, pertanto, i rischi nel riprendere una vita normale sono minimi e possiamo guardare con sereno ottimismo a domani. Speriamo di vederci presto in piazza a condividere la felicità che …tutto è finito.
Dai Burdèl che ghe la fèm 
Così postò sulla sua pagina Facebook il Radiologo e DocRock d’Italia, nonchè comunicatore chiaro, diretto e rasserenante, Maurizio Borghetti.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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