Social Starsocietà

Gli influencer James e Myka Stauffer rimandano indietro il bimbo autistico adottato tre anni fa. E gli sponsor li scaricano

La coppia di influencer ha rispedito in Cina, come se fosse un pacco, il bimbo adottato da tre anni quando si è accorta che “aveva troppe esigenze particolari, a cui non riusciamo a far fronte, di cui non eravamo a conoscenza e di cui nessuno ci aveva parlato”. Dopo un diluvio di polemiche, gli sponsor, indignati, li stanno lasciando

 

La storia di James e Myka Stauffer, una coppia di influencer americani che ha rispedito in Cina il bimbo adottato tre anni fa perché autistico, sta indignando il web. E gli sponsor ora li stanno (giustamente) abbandonando.

CHI SONO – I due hanno quattro figli biologici. Essendo lei belloccia e lui atletico, hanno deciso di campare diventando delle star dei social. Hanno aperto un canale su Youtube, dove oggi contano oltre 700mila iscritti, e diversi profili social. Su Instagram, quando si sono accorti che avevano grande successo, ne hanno uno ad hoc per la loro intera famiglia “The Stauffer Life”, dove mostrare non solo la loro vita quotidiana, ma anche quella dei loro quattro figli, tutti molto piccoli.

L’ADOZIONE – Tre anni fa, ebbero l’idea di adottare un quinto, il piccolo Huxley cinese. Un’idea dettata forse dal cuore, ma di certo estremamente suggestiva, che ne restituiva l’immagine di una famiglia numerosa, buona, multirazziale e felice.

COME UN PACCO – Si sono però accorti che il bambino era autistico. E che avrebbero dovuto faticare un po’ per seguirlo. Così, dopo tre anni, hanno deciso di pubblicare un filmato nel quale candidamente, e senza alcuna vergogna, si mostravano commossi per una scelta che avevano deciso di compiere: rimandarlo indietro. “Aveva troppe esigenze particolari, a cui non riusciamo a far fronte, di cui non eravamo a conoscenza e di cui nessuno ci aveva parlato”. Myka, senza rendersi nemmeno conto di aver detto l’opposto di ciò che penserebbe qualsiasi genitore, ha ritenuto che bastasse mostrarsi in lacrime e dire “mi sento una madre fallita al 500%” per portare dalla sua parte i follower.

James e Myka Stauffer, che hanno già quattro figli, volevano dare di loro un’immagine di famiglia ricca, multirazziale e felice… a patto di non fare fatica nel crescere i bimbi

 

L’INDIGNAZIONE – Ma per fortuna sulla Rete è montata un’ondata di indignazione per il cinismo mostrato dalla coppia, avvalorata dal parere di numerosi psicopedagogisti. Tutti allarmati per la salute di un bimbo che è stato trattato come un oggetto difettoso e che oggi, nonostante abbia ritrovato un’altra famiglia, è ovviamente seguito da un’equipe di esperti.

SPONSOR IN FUGA – Gli sponsor, come rivela People, sono ora in fuga. A partire da Fabletics per seguire con Mattel, la casa produttrice di Barbie, che ha tenuto a chiarire: “Abbiamo lavorato con quella famiglia in passato, al momento non c’è alcuna collaborazione e non abbiamo intenzione di avviarne un’altra in futuro”. Così anche Playtex Baby, azienda di prodotti per l’infanzia e Sauve, fabbrica di articoli per l’igiene personale. E da lì sono seguite le defezioni di molti altri marchi. Se dovesse continuare così, per la coppia che sognava di apparire ricca, buona e felice a patto di non dover fare sforzi nel crescere i figli, si materializzerà un incubo: uscire dai social e dover lavorare davvero per mantenerli.

Manuel Montero

Tutti i libri di Manuel Montero

Due parole su questo sito blank
Tag
Leggi di più

Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Appassionato di cinema e tv anni 80, ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale è invece uscito il volume Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta.

Articoli correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close