Delittisocietà

Sara Del Mastro condannata a 7 anni e 10 mesi: aggredì con l’acido il suo ex Giuseppe Morgante

Delusa la vittima: “Hanno sottovalutato tutti la vicenda perché io sono un uomo, grande e grosso, e lei una donna, me lo aspettavo che la sentenza sarebbe stata più bassa del previsto e ne sono amareggiato”. Alla donna non è stata contestata la premeditazione

 


Sara Del Mastro è stata condannata a 7 anni e 10 mesi di prigione oltre a due di libertà vigilata. La donna, nel maggio del 2019 aveva aggredito con l’acido il suo ex Giuseppe Morgante.

IL CASO – I due si erano conosciuti online, la relazione non aveva funzionato. Ma quando lui l’aveva interrotta, lei non aveva accettato che tutto finisse. Aveva iniziato a minacciarlo, a telefonargli centinaia di volte al giorno e a insultarlo sui social. Non solo. Il giovane si era trovato 11 ruote dell’auto bucate, nonostante le denunce presentate. Si era così rivolto a Le Iene, che avevano intervistato sia Giuseppe che Sara. Giuseppe era molto preoccupato. E dopo la registrazione del servizio, l’aveva vista passare di notte sotto casa sua e l’aveva filmata: “Caz.. c’ha in testa? Non è che mi butta addosso l’acido?” diceva alla telecamera. Una premonizione da brividi, perché è esattamente ciò che sarebbe accaduto.

IL PROCESSO – La vittima finì in codice rosso al Niguarda con ustioni a torace, collo, mani, viso, mentre Sara si costituì. Da allora Giuseppe si è sottoposto a lunghe e numerose operazioni. Ma si è indignato quando la procura ha accettato la richiesta di patteggiamento ad appena 5 anni. Il giudice non l’ha comunque ritenuta congrua e ha mandato la donna a processo, che si è svolto con rito abbreviato, dopo aver condiviso il parere dell’avvocato di parte civile Domenico Musicco, presidente di Avisl Onlus.

LA SENTENZA – Tuttavia, a Sara, considerata sana di mente da una perizia psichiatrica, non è stata contestata la premeditazione, nonostante la boccetta di acido l’avesse comprata prima e se la fosse portata dietro. Ecco così una sentenza che farà molto discutere, perché la condanna è molto più bassa rispetto a identici fatti di cronaca nera in cui erano le donne ad essere vittime.

LA LETTERA – Poco prima della decisione Sara ha depositato dal gup una lettera per Giuseppe: “Ho sbagliato, non mi crederai, ma ogni giorno mi sento uno schifo perché ho rovinato per sempre la vita di un ragazzo di 30 anni. Il gesto che ho fatto è imperdonabile, ma è stato a seguito di alcune tue promesse che avevi fatto per tenermi tranquilla, come dici te. Una volta scontata la mia giusta condanna, tornerò ad essere mamma e non ti importunerò più”.


LA DELUSIONE – Non nasconde la sua delusione Giuseppe, che oggi ha 31 anni: “Hanno  sottovalutato tutti la vicenda perché io sono un uomo, grande e grosso, e lei una donna, me lo aspettavo che la sentenza sarebbe stata più bassa del previsto e ne sono amareggiato”. Così commenta invece il suo avvocato Domenico Musicco: “Il giudice, così come ha fatto il pm, non le ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione, cosa che trovo inconcepibile. Del Mastro ha confessato di aver comperato l’acido il giorno prima, ditemi chiva in giro in auto con l’acido sotto il sedile. Ci aspettavamo il massimo della pena previsto per questo reato, ad ogni modo sono contento per la libertà condizionata a fine pena, garantirà a Giuseppe la tutela che merita”.

 

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Avisl Onlus

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