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Il medico di Crema: “L’altalena dei contagi? Dipende tutta dai tamponi, che però…”

I tamponi ci danno davvero il quadro della situazione? L’analisi del radiologo cremasco Maurizio Borghetti, in trincea contro il coronavirus

 

A distanza di qualche giorno dalle prime riaperture commerciali, in questi giorni intensi di convivenza col maledetto Covid-19,  Maurizio Borghetti, medico radiologo presso l’ospedale maggiore di Crema e appassionato, puntuale e temprato informatoreo è tornato a informarci via social sul coronavirus

Prima di tutto, la situazione qui è sotto controllo con residue sporadiche Tac positive per polmonite (non gravi) molto limitate nel numero, analogamente ad altri ospedali. 

L’andamento altalenante dei numero dei contagi è tuttora legato alla questione tamponi, che continua ad essere il parametro principale di riferimento dei dati ufficiali. Ripeto quanto già detto: è un test eseguito ad una popolazione troppo limitata (nettamente inferiore al 10%) in rapporto ad una epidemia nella quale l’ampia parte dei contagiati e asintomatica o con scarsi sintomi. Non ha attualmente caratteristiche tali da poter coinvolgere porzioni di popolazione sufficientemente ampie (per cui toglierei ansia a tutti quelli che ancora vedono in questo test la soluzione dei problemi). Tanto meno può essere facilmente  ripetibile (chi è negativo oggi non è detto che non possa esserlo domani o dopo). Infine presenta ampia percentuale di falsi negativi (vedi articoli sui cosiddetti Covid-like di questi giorni che confermano la nostra esperienza, purtroppo numericamente elevata).

Quindi, l’incremento giornaliero del numero di contagi, espressione del numero dei tamponi positivi, in queste condizioni è legato al maggior numero di tamponi eseguiti e non dice niente di diverso, a mio parere, rispetto a quanto già si sa (ampia presenza di asintomatici e poco sintomatici, non mappabili correttamente e comunque ‘portatori’ di basse cariche virali).

Tutto questo vale, ma soltanto se non si verifica un riscontro di nuovo aumento di malattia (polmonite)…ma i dati a questo proposito sono, come ho detto all’inizio, assolutamente rassicuranti, (sebbene considerati molto poco nelle valutazioni ufficiali).

In conclusione, teniamo i piedi per terra, manteniamo una corretta attenzione e precauzione, soprattutto con la mascherina che ci consente di vivere in condizioni quasi normali offrendo l’opportunità di ripresa delle attività, di tutto quel che consegue e…

Dai Burdèl che ghe la fèm!

Così postò sulla sua pagina Facebook Maurizio Borghetti, DocRock d’Italia …

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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