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Beppe Bergomi rivela: “Ho fatto il coronavirus e non lo sapevo. Ma non riuscivo a lavarmi i denti”

L’ex campione del Mundial Beppe Bergomi, alias lo Zio, e oggi telecronista tv, spiega come si sia ammalato di coronavirus: “Non riuscivo a sedermi per il dolore alla schiena. Avevo fatto pure una risonanza. Piedi e gambe si sono screpolati”

 

 

Beppe Bergomi rivela di essersi ammalato di coronavirus. Il morbo, però, non lo ha colpito ai polmoni, ma alle ossa e alla pelle: “Non riuscivo nemmeno a lavarmi i denti”.

IL CALCIO E IL CORONAVIRUS – Non è il primo nel mondo del pallone ad essersi ammalato. Tra gli atleti è successo a Daniele Rugani e alla fidanzata Michela Persico, a Blaise Mautidi e a Paulo Dybala (GUARDA). Lukaku ha invece parlato di una strada febbre che colpì i giocatori dell’Inter a dicembre. – GUARDA

LA CHAT – Lo Zio, come lo chiamavano fin dai tempi dell’eroico Mundial 82, non gioca ovviamente più da tempo. Ha 56 anni e fa ormai da una vita il telecronista. Della sua malattia ha parlato in una diretta su Instagram con il conduttore tifoso Ciccio Valenti: “Ho fatto un test sierologico, sono risultato positivo all’ICG e negativo all’IGM. A inizio marzo sono stato male, ho avuto problemi all’olfatto e alla schiena, ma non ai polmoni. Adesso la fortuna vuole che io abbia gli anticorpi, ma mi hanno spiegato che non proteggono al 100% perché il virus muta. Ma se dovessi prenderlo di nuovo, lo prenderei in forma leggera”.

 

Beppe Bergomi, dai tempi eroici del Mundial alle telecronache di calcio (Instagram)

 

NESSUNA PAURA – Dice di non aver avuto paura: “Però sentivo sempre freddo, mi sono fatto portare due stufette. Credevo fosse un’influenza”. Aveva fatto perfino una risonanza magnetica per capire perché avesse tanto dolore. E si è trovato con gambe e piedi screpolati. Poi, la verità è emersa: “Sono risultato positivo. I miei amici mi prendevano in giro e mi dicevano che ci stavo pensando troppo, ma io non stavo bene, avevo sempre dolori, ero fiacco. Non riuscivo a sedermi per il dolore alla schiena, stavo sempre in piedi. Poi dicevano che era meglio non prendere anti-infiammatori. Dopo un po’ il dolore è andato via, ma il tutto è durato 20-25 giorni. Ora sto alla grande, ho ripreso a correre. Ho fatto solamente il test sierologico, ho cercato di fare il tampone, ma mi hanno detto che dopo 30 giorni dovrei essere a posto”.

Neymar, quarantena a cinque stelle nella villa extralusso di Mangaratiba – GUARDA

PROBLEMA SOTTOVALUTATO – Crede però di aver preso troppo sottogamba il coronavirus: “Sono stato uno stupido, l’ho sottovalutato. Il 21 febbraio ho fatto l’ultimo allenamento e uno dei ragazzi aveva la polmonite, da lì poi non abbiamo fatto più giocato. Il 26 sono stato a Napoli a commentare la sfida con il Barcellona, poi sono stato a Perugia a vedere la sfida col Benevento. Secondo me l’ho sottovalutata prima, sono stato troppo a contatto con la gente”.

Da Oggi.it

 

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