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Il radiologo Maurizio Borghetti: “Il coronavirus ha perso forza, ma si continuano ad ignorare le Tac”

Medici, scienziati, esperti di virologia e persino il governatore del Veneto Zaia, sulla stessa lunghezza d’onda del dottor Maurizio Borghetti, medico radiologo presso l’ospedale di Crema (la provincia di Cremona è la più martoriata d’Italia dal Coronavirus): concordano sul fatto che allo stato attuale, rispetto a qualche settimana fa, il Covid-19 stia perdendo forza. Ecco cosa scrive, via social, Borghetti in merito…

Altri virologi confermano valutazione positiva su quanto sta accadendo. Da noi in ospedale a Crema, nulla di diverso, per fortuna. Prima o poi riuscirò a capire come mai siano stati e siano sempre poco considerati i dati di diagnosi e di bilancio di estensione della polmonite con Tac in tutte le valutazioni dei dati generali della pandemia…Valutazioni che sono alla base dei provvedimenti e pertanto dovrebbero essere le più complete possibili con tutti i sistemi a disposizione. 
Vediamo dunque di accompagnare il virus tuttora presente nella sua parabola discendente, soprattutto con l’uso della mascherina quando è potenzialmente presente il contatto diretto. Se facciamo questo ultimo sforzo, secondo me, il ritorno alla vita normale, non solo di relazione ma anche economica (con tutto quello che ne consegue) … è più vicino di quanto ora immaginiamo.
Dai Burdèl che ghe la fèm! 
Così postò, sulla sua pagina Facebook, il DocRock d’Italia Maurizio Borghetti, medico radiologo in prima linea nella lotta al maledetto Covid-19 e, soprattutto, sereno, chiaro, pragmatico e diretto informatore.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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