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Coronavirus, Deborah De Donato e il grido d’allarme del settore HairStylist: “Fateci lavorare”

Deborah De Donato è hair stylist a Crema, la città non capoluogo più colpita dal coronavirus. “Fateci i test, ma lasciateci ricominciare. Chi ci governa o a voce in capitolo ha abbandonato il nostro comparto economico”

 

Parrucchiera, oppure in chiave moderna HairStylist, acconciatrice: l’intraprendente Deborah De Donato, indubbiamente appartiene a uno dei settori (quello della bellezza, ramo parrucchiere) più colpiti dalla crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria da (maledetto)Covid – 19. E con lei, titolare del salone di Crema ArtsNouveaux, volentieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere al telefono…

Da quando hai chiuso la tua bottega di acconciature cittadina?

Ormai dallo scorso 8 marzo.

Quindi da due mesi non porti a casa lo stipendio, ma i costi cosiddetti fissi, tra imposte, tasse, affitti e balzelli vari continuano ad arrivare puntuali, giusto?

Esattamente

Sui social periodicamente pubblichi video per trattare i capelli da casa…

Sì e ho attivato la consegna a domicilio per quanto riguarda prodotti per la cura e la tinta del capello. Non ho abbandonato la mia clientela, sono rimasta in contatto con loro. Chi ci governa o a voce in capitolo invece ha abbandonato il nostro comparto economico.

Riusciresti ad aprire, qualora lo permettessero, così per dire domani, rispettando le norme igieniche sanitarie?

Distanze a parte sì, ma quello del distanziamento, con le protezioni personali da indossare diventerebbe un problema superabile. Allora sì… diciamo che potremmo alzare la saracinesca con accurate, giuste e doverose attenzioni. Il punto focale però, a mio modesto parere ora è capire allorquando si aprirà, avere una data certa sulla quale puntare e prepararsi di conseguenza.

Saresti disposta a sottoporti, qualora richiesto per abbreviare i tempi delle riaperture, come categoria a tampone o ad esame sierologico?

Certamente e senza nessun patema poiché con la salute non si scherza e questo potrebbe rivelarsi un modo per garantire al meglio i miei clienti.

Purtroppo voi professionisti della bellezza, quotidianamente, malgrado le leggi chiaramente lo vietino siete costretti a convivere con chi invece, in nero, esercita al proprio domicilio o a quello altrui, la vostra professione…

Hai toccato un argomento tanto delicato, quanto attualissimo e assai pericoloso poiché stiamo convivendo con un virus insidioso, pericolosissimo e letale, di conseguenza invito tutti a prestare attenzione alla gente che si fa entrare in casa. Recentissimamente, a tal proposito ho addirittura scritto e pubblicato, via social, una garbata ma ferma richiesta di vigilanza da parte dell’istituzione cittadina e regionale in merito.

I parrucchieri, pesantemente colpiti dallo stramaledetto coronavirus devono tornare a lavorare, in sicurezza, il … prima possibile. Questo è poco, ma sicuro. Chapeau a Deborah e a quelli come lei che, via social e sociale, quotidianamente chiedono semplicemente e garbatamente di riaprire il salone.

 

Stefano Mauri

 

 

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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