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“Io non riapro”: da Napoli a Milano, iniziano le proteste di commercianti, partite iva e professionisti

Il governo è seduto su una polveriera, ma pare non accorgersene: la politica dei prestiti (peraltro molto farraginosa) anziché degli indennizzi per il coronavirus sta mettendo in ginocchio milioni di attività. E la rabbia sta per esplodere

 

di Manuel Montero

E ora partite iva, commercianti e professionisti, si preparano ad un lunghissimo braccio di ferro con il governo. Il coronavirus potrebbe chiudere per sempre le loro attività. E non certo solo a causa del morbo, ma per via dei provvedimenti del tutto illogici dell’esecutivo: la politica dei prestiti invece degli indennizzi.

E cioè lo Stato obbliga a chiudere le attività, legittimamente. Ma poi, anzichè indennizzare chi ha costretto a chiudere, lo obbliga pure a chiedere un prestito, peraltro con una miriade di documenti e autocertificazioni. Non può funzionare così: non è che tu mi espropri legittimamente la casa e poi mi dici: “indebitati e comperatene un’altra”. Se me la togli, e puoi farlo, sei anche obbligato a indennizzarmi. Non ci sono alternative. Il principio è lo stesso. Ma il governo, ad oggi, fa finta di niente. E promette.

Il noto penalista Fabio Schembri, dalle colonne di questo sito, aveva messo nero su bianco le leggi che regolamentano gli indennizzi e che valgono, eccome, anche per l’emergenza coronavirus.

E per giorni abbiamo raccolto voci di baristi, enologi, parrucchieri, ristoratori, ma pure dei disoccupati senza reddito di cittadinanza. Voci disperate e furibonde. Una polveriera che inizia a prendere fuoco: a Napoli, in vista della Fase 2, parte la campagna “Io non riapro”: «Le partite Iva di Napoli unite – commercio, artigianato, turismo, libere professioni e lavoro autonomo – denunciano l’alto rischio di fallimento delle micro e piccole imprese e la mancanza di aiuti concreti da parte dello Stato» dicono rivolte direttamente a Giuseppe Conte. Chiedono assegno di solidarietà a tutti i dipendenti; contributo economico per il pagamento dei canoni di fitto dei locali; finanziamenti a fondo perduto; abolizione di tutti gli f24 (tasse ed imposte); stop alle cartelle esattoriali; sospensione degli accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps; svalutazione delle merci in magazzino.

Un imprenditore veneto racconta poi come stia funzionando la cassa integrazione:

A San Donato Milanese comincia invece la protesta dei commercianti con l’alzata delle serrande in orario serale contro i provvedimenti dell’esecutivo per l’emergenza coronavirus e per chiedere aiuti economici.

C’è da giurare che siamo solo all’inizio.

Manuel Montero

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Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale (e in ebook per Algama) sono invece usciti i volumi Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta. E Wuhan - Virus, esperimenti e traffici oscuri nella città dei misteri.

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