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Coronavirus, la lettera del sindaco: “A Cremona stimiamo un contagiato ogni 40 persone. Bisogna fare di più”

Perchè il Cremasco e il Cremonese sono le zone più colpite dal Coronavirus?

La lettera alla Regione Lombardia di Aldo Casorati, presidente dell’Area Omogenea Cremasca e sindaco di Casaletto Ceredano: coinvolgere di più i medici di base e apertura in sicurezza dei reparti post covid

 

Aldo Casorati, presidente dell’Area Omogenea Cremasca, il giorno di Pasquetta ha preso carta e penna e ha scritto all’Assessore al Welfare della Lombardia Gallera. Ecco alcuni passaggi più significativi della missiva…

Egregio assessore, in questa serata di Pasquetta, dopo aver letto i dati diffusi da Regione Lombardia, che registrava in provincia di Cremona 224 casi positivi non sono riuscito a non inviarle queste mie considerazioni.

In una provincia di 358.955 abitanti abbiamo 4.945 contagi precisamente 1 ogni 73 abitanti. Registriamo il triste primato di Provincia più contagiata d’Italia. Bergamo 1/107-Brescia 1/115- Mantova 1/161- Lodi 1/90. Considerando che molti cittadini, in questo periodo epidemico sono stati curati a domicilio dai medici di medicina generale, come lei ben sa con strumenti di protezione molto scarsi o nulli, (si stima un numero pari ai ricoverati) e nella grandissima parte sono guariti senza aver fatto il tampone. Da questa considerazione si può dedurre che quel dato di 1 contagiato ogni 73 abitanti non è reale con una sottostima di circa il 50%. Potremmo stimare Assessore una persona contagiata ogni 40 persone? Se queste mie considerazioni sono realistiche e lei avrà più elementi per valutarle, la situazione nella nostra Provincia è veramente preoccupante. 

Detto questo tutti ci poniamo tante domande: dove stiamo sbagliando? Nell’informazione? Nel controllo dei sintomatici? Nell’individuazione dei contatti? Nella nostra provincia non ci sono grandi agglomerati abitativi ma una miriade di piccoli paesi. Tutti concordiamo sulla necessità di fare al più presto una analisi approfondita della situazione, trovando spiegazioni per porre rimedi. In altre realtà dopo la grande fiammata si è notata un calo notevolissimo mentre da noi questo non succede. Come in tutto il territorio Lombardo, anche da noi è sentita con grande preoccupazione la situazione nelle Rsa (ospiti e personale). Soprattutto nel Cremonese vi è una importante e numerosa realtà. La conoscenza di questi dati potrebbe aiutarci a capire questa forte incidenza di contagiati?

 Come sindaci del Distretto di Crema a cui appartengo, siamo da parecchio tempo attenti, collaborativi e molto preoccupati per questa situazione. In data 20 marzo unitamente ai rappresentanti dell’Ordine dei medici abbiamo inviato una lettera al direttore generale dell’Ats, nella quale chiedevamo un incontro. Siamo riusciti ad incontrarci per via telematica il giorno 8 Aprile. In data 6 aprile è stata attivata anche nel Distretto Cremasco l’Usca ma si tratta di una sola unità su 160.000 abitanti e anche negli altri territori della nostra Ats il rapporto Usca/abitanti è lo stesso.

Con questo tasso epidemico non ritiene che si dovrebbe fare molto di più coinvolgendo maggiormente i medici di base che a mio parere hanno svolto un grandissimo lavoro curando i malati a domicilio. Un’altra buona iniziativa è l’apertura fatta in sicurezza di questi reparti post Covid soprattutto nelle strutture destinate alla riabilitazione. Una operazione lodevole per dare assistenza competente e preparata a questi malati guariti o in fase di guarigione. So che sul nostro territorio sono già disponibili in fase graduale 150 posti.

Questa soluzione, può dare la possibilità di programmare una riapertura graduale di reparti nel nostro Ospedale che è stato pressoché totalmente trasformato in Covid. La soluzione che di andare a farsi operare/curare negli ospedali milanesi non può essere accettata. Un programma di riapertura graduale ed in sicurezza deve essere un obbiettivo delle dirigenze Asst, un chiaro segnale di fiducia che l’autorità sanitaria può trasmettere alla cittadinanza dimostrando la capacità, ed io sono convinto dopo i grandi sforzi fatti che sia realmente così, di avere sotto controllo l’epidemia.

Serve attenzione al territorio creando una rete sempre più completa e sinergica dotandola anche di supporti informatici. Come vede, nessuna voglia di polemizzare, solo riflessioni e grande preoccupazione per i numeri e per le nostre Comunità unita alla disponibilità alla massima collaborazione. Tutto quanto premesso, le chiedo di potermi confrontare con lei unitamente agli altri due Sindaci rappresentanti nel distretto Cremasco, al più presto in una video conferenza.

Aldo Casorati, sindaco di Casaletto Ceredano e presidente dell’Area Omogenea Cremasca. O Granducato del Tortello che dir si voglia.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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