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Coronavirus: ecco come il morbo diventa più debole

L’assessore Giulio Gallera dice di aver scoperto come il virus diventi più debole. Peccato che potesse saperlo dal 24 febbraio, come avevamo scritto in tempi non sospetti

 

Di Edoardo Montolli

Oggi l’assessore Giulio Gallera ha fatto una scoperta straordinaria. È stato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Poi, parlando con i giornalisti ha detto loro che i malati che vengono ricoverati ora sono meno gravi: «Un primario mi ha detto proprio questo, che stiamo imparando a gestire questo virus che, quando non trova tante persone su cui scatenarsi come una bomba, è più debole».

Un fatto davvero strabiliante. Peccato che il 22 marzo, dopo aver dedicato un altro servizio alla strana mortalità in Lombardia rispetto a Wuhan e uno all’equiparazione tra la mortalità lombarda con quella di Madrid (in tempi non sospetti) lo avessimo messo nero su bianco su questo sito: «il virus trova più densità di popolazione o riesce a trasmettersi più velocemente, riesce anche a diventare più cattivo».

Ma nessuno di noi è scienziato. Semplicemente avevamo letto il primo report cinese  (SCARICALO) datato 24 febbraio. Era in quel report che già si metteva in rapporto la mortalità con l’intensità di trasmissione del virus. E quel report l’assessore Gallera, così come il governo, il comitato scientifico, avrebbero dovuto leggerlo già all’epoca.

All’interno, come avevamo avuto modo di scrivere, c’erano tutti i presupposti per chiedere una zona rossa molto più vasta di quella allestita intorno a Codogno, di appena qualche decina di ettari nel lodigiano. I dati raccontavano infatti di una prima cintura intorno a Wuhan, territorio di 9mila km quadrati in cui uniformemente la mortalità era rilevata al 5,8%, ovvero fino a otto volte il resto della Cina.

E di una seconda cintura intorno all’intera provincia dell’Hubei, grande quasi il doppio delle sei regioni del nord a più alta mortalità in Italia, in cui la mortalità era al 2,9%, quattro volte il resto della Cina.

E a maggior ragione l’intensità di trasmissione era da temere in Lombardia, leggendo quel report, a causa sia della densità di popolazione lombarda, sia a causa del rapido scambio di contatti quotidiano sul territorio. – QUI L’INCHIESTA

Se due mesi fa le istituzioni avessero letto il report cinese, prendendo le adeguate misure, oggi avremmo certamente migliaia di morti in meno.

Ma, evidentemente nè il governo, nè la Regione, né i vari comitati scientifici, nè Giulio Gallera si presero la briga di farlo. Perché infatti oggi l’assessore ci annuncia sorpreso questa brillante scoperta: «Un primario mi ha detto proprio questo, che stiamo imparando a gestire questo virus che, quando non trova tante persone su cui scatenarsi come una bomba, è più debole».

Ed è curioso. Perché del report cinese ebbi modo anche di parlarne al governatore Attilio Fontana dieci giorni fa, a Radio Padania.

Il governatore si limitò a rispondere che il sistema sanitario lombardo era il migliore del mondo. Non il numero 2 o il numero 3. Il migliore.

Edoardo Montolli

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Edoardo Montolli

Edoardo Montolli, giornalista, è autore di diversi libri inchiesta molto discussi. Due li ha dedicati alla strage di Erba: Il grande abbaglio e L’enigma di Erba. Ne Il caso Genchi (Aliberti, 2009), tuttora spesso al centro delle cronache, ha raccontato diversi retroscena su casi politici e giudiziari degli ultimi vent'anni. Dal 1991 ha lavorato con decine di testate giornalistiche. Alla fine degli anni ’90 si occupa di realtà borderline per il mensile Maxim, di cui diviene inviato fino a quando Andrea Monti lo chiama come consulente per la cronaca nera a News Settimanale. Dalla fine del 2006 alla primavera 2012 dirige la collana di libri inchiesta Yahoopolis dell’editore Aliberti, portandolo alla ribalta nazionale con diversi titoli che scalano le classifiche, da I misteri dell’agenda rossa, di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti a Michael Jackson- troppo per una vita sola di Paolo Giovanazzi, o che vincono prestigiosi premi, come il Rosario Livatino per O mia bella madu’ndrina di Felice Manti e Antonino Monteleone. Ha pubblicato tre thriller, considerati tra i più neri dalla critica; Il Boia (Hobby & Work 2005/ Giallo Mondadori 2008), La ferocia del coniglio (Hobby & Work, 2007) e L’illusionista (Aliberti, 2010). Il suo ultimo libro è I diari di Falcone (Chiarelettere, 2018)

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ommenti

  1. Io consiglio vivamente a investigare sull’altro argomento collegato con il coronavirus: Cynthya. La pandemia potrebbe essere iniziata quando pesci e altri animali infettati dal batterio creato artificialmente Cynthia avrebbero potuto entrare nel mercato di Wuhan. Questa è la versione della famosa scienziata russa, Irina Ermakova. Secondo il biologo, il nuovo batterio è “un vero mostro che i biotecnologi americani hanno creato sotto la guida del premio Nobel Hamilton Smith per eliminare le conseguenze di un grave disastro naturale…” sinteticamente: il batterio sintetico ha mutato (“In laboratorio, questa forma di vita creata artificialmente era alimentata solo con prodotti petroliferi, e nella Baia del Bacillo si potevano gustare altre prelibatezze”),, ha cominciato ad infettare i pesci e altri esseri viventi nell’oceano. C’è stata la moria di pesci dappertutto. A Wuhan hanno venduto i pesci raccolti dopo la moria e i cinesi hanno cominciato a morire, abbiamo visto i primi video come cadevano sulle strade. Poi il coronavirus ha fatto il salto di specie, usufruendo del pesce contaminato e mutò (il pezzo del DNA del batterio entrò nel RNA del virus). La scienziata, quindi, presume che la colpa delle prime pneumonie siano dovute alla presenza della Cynthia nei prodotti di mare venduti al mercato di Wuhan, e che solo successivamente subentra il coronavirus, nel frattempo mutato grazie alla recombinazione del RNA con il DNA del batterio artificiale. Quindi, bisognerebbe distinguere questi casi di pneumonia dal batterio, dalla combinazione, dal coronavirus matato ecc. Tra l’altro, ci sono anche morie di uccelli, balene, altre specie, perché Sunthya si propaga col vento in forme di goccioline nelle nuvole. Chi lo sa, dove sono finite….

    1. Buon giorno.
      Su Chyntia trova due post su fronte del blog
      https://www.frontedelblog.it/2020/04/06/coronavirus-lo-strano-allarme-dellavvocato-russo-e-del-misterioso-batterio-synthia/
      https://www.frontedelblog.it/2020/04/10/coronavirus-la-storia-del-complotto-russo-sul-batterio-synthia-complice-letale-del-coronavirus/
      Vorrei sapere se il collegamento tra il mercato del pesce di Wuhan e la contaminazione ittica di Shyntia risulta solo dalla traduzione dal russo dell’intervista alla dottoressa Ermakova ( al momento indisponibile a quanto ne so) o se può leggersene da qualche altra parte
      Rino Casazza

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