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L’allarme del radiologo di Crema Maurizio Borghetti: “Ora ci si contagia più in casa che all’aperto”

Covid-19: Galmozzi e Borghetti, medici in prima linea, tornano a dire la loro

L’allarme dei medici dell’ospedale di Crema impegnati nella guerra al coronavirus. Attilio Galmozzi si chiede: “Perché la scelta di effettuare tamponi a tappeto sugli operatori sanitari arriva a metà aprile?”

 

“Agli operatori sanitari esposti al alte cariche virali, seppur con i Dispositivi protezione individuale, devono dosare anticorpi: se positivi, ok se negativi effettuano tamponi e accertamenti di secondo livello. Seconda osservazione … perché la scelta di effettuare tamponi a tappeto sugli operatori sanitari a metà aprile?”

Attilio Galmozzi, medico in servizio presso l’Ospedale di Crema, quando parla, o nella fattispecie allorquando posta su Facebook, non lo fa mai a caso. E che qualcosa non torni, nella gestione regionale (dunque da chi deve dare le direttive, dalla Regione Lombardia) di questa tragedia virale per Covid, nella Bassa Cremonese lo abbiamo colpito da tempo. E sulla nostra pelle.

Ah… Tra le altre cose, intervistato da Francesca Morandi sul Corriere della Sera, pure il DocRock Maurizio Borghetti, medico radiologo in prima fila, proprio come gli altri, nessuno escluso, suoi colleghi dell’Ospedale Maggiore di Crema nella lotta al Covid-19, è tornato a parlare della sua esperienza in questi giorni, terribili, di emergenza sanitaria da Coronavirus. Ecco alcuni passaggi più significativi :

“Più che i tamponi secondo me servono le Tac per individuare i malati per Covid -19. Oggi rileviamo 20 – 25 positivi al giorno. Tempo fa facevamo 120 Tac positive al giorno. La nostra struttura ha sopportato un bel carico ed è stata un’esperienza choc. Non sono un virologo, ma ora sto notando che ci si contagia più in casa che all’aperto.”

Chapeau a Borghetti e ai suoi colleghi. Tutti. Grazie a lui e al dottor Attilio Galmozzi, Crema e Cremona, città e territori col più alto numero di contagiati in Italia, rispetto al numero di abitanti, hanno ricevuto attenzione mediatica. Già, senza la loro voce, chi avrebbe parlato del Cremonese, del Casalasco e del Cremasco?

Stefano Mauri

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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