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Coronavirus, il consigliere regionale lombardo Matteo Piloni: “Nelle Rsa 1330 morti”

Il consigliere regionale cremasco Matteo Piloni chiede tamponi ad anziani e operatori sanitari, in un duro comunicato

 

C’è uno studio dell’Istituto superiore di sanità condotto sulle RSA di tutta Italia. 
I numeri sono ancora parziali, ma terribili: 1330 morti già accertate in febbraio e marzo 2020, e in Lombardia molto più che in Veneto e in Emilia Romagna. 
 Da settimane chiediamo alla Regione di mettere in sicurezza gli anziani, cambiando la delibera che individua le RSA come luogo per il ricovero di pazienti affetti dal Coronavirus e facendo tamponi, tamponi e ancora tamponi ad anziani e operatori. La Regione lo deve fare!

Io insisto. E insisterò fino a che non verranno fatti i tamponi. Negli ospedali, nelle case di riposo e, soprattutto, a casa. Ascoltando anche le richieste dei medici di base.
Ieri sette sindaci di comuni capoluogo lombardi, anche a nome di tanti altri sindaci di  piccoli e medi Comuni, hanno scritto al Presidente Fontana ponendo quattro domande. Le stesse che da settimane poniamo in Regione. Non c’è stata ancora una volta nessuna risposta, ma sono stati accusati di inutile polemica e soprattutto di non essere esperti.
Oggi un virologo di fama mondiale, un esperto, pone le stesse questioni dei sindaci. 

In Lombardia devono essere monitorati i pazienti a casa, partendo da coloro che vivono con un famigliare risultato positivo e da chi presenta anche sintomi lievi.
Servono quindi più tamponi per contenere e fermare il contagio.
Ci si è concentrati da subito ed esclusivamente sugli Ospedali. Ma anche in questo caso le risposte sono tardate ad arrivare, come nel caso degli Ospedali di Cremona e Crema, in prima linea da 6 settimane. 
Non ci si è minimamente attrezzati per fermare il contagio fuori dagli ospedali. Nelle case di riposo, sui luoghi di lavoro e, appunto, nelle case.
A questo virologo, che è un esperto, Fontana ha risposto che “gli scienziati facciano gli scienziati ed evitino di prendere parte ad una competizione”.
Suggerisco al presidente Fontana di fare meno polemiche e di cambiare strategia da subito: potenziare i controlli domestici e mettere in condizione i medici di base di fare il proprio mestiere.

Stefano Mauri

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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