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Coronavirus, nuovo farmaco nato dall’ingegneria genetica sperimentato a Bergamo

Un nuovo farmaco per combattere il coronavirus è in sperimentazione a Bergamo. In Emilia inventato nuovo tipo di ventilatore polmonare per due persone. A Latina dichiarata una nuova zona rossa. Le Regioni non aspettano Roma, tranne la Lombardia. Le notize più interessanti sul coronavirus

 

Si chiama siltuximab ed è il nuovo farmaco testato su una ventina di pazienti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Si tratta di un anticorpo monoclonale prodetto di ingegneria genetica e viene già usato al nosocomio orobico in ematologia per curare gli effetti pesanti di una malattia rara, la malattia di Castleman. Il test di pratica clinica viene condotto da Alessandro Rambaldi, direttore del dipartimento di Oncologia e Ematologia e ordinario di Ematologia all’Università statale di Milano. La notizia viene data da L’Eco di Bergamo di oggi.

L’ESERCITO E I MEDICI CINESI

Sempre a Bergamo è previsto un gran numero di medici e infermieri cinesi, cosa che ha fatto dare il via alle operazioni per l’ospedale da campo alla Fiera, con 230 posti, il più grande d’Europa. Arriverà anche l’esercito, ma in una quantità considerata insufficiente dal governatore Attilio Fontana: «Una delle richieste che ho fatto ieri, cioè quella legata all’uso dell’esercito, è stata accolta, anche se in maniera sicuramente limitativa: si parla di 114 militari, il che vuole dire praticamente niente»

IL VENTILATORE DOPPIO

Nasce il primo ventilatore polmonare utile per due persone: l’idea del rianimatore Marco Ranieri è stata realizzata in appena 72 da un’impresa di Mirandola, a Modena. Funziona perfettamente e a brevissimo consentirà di moltiplicare le terapie intensive a partire da quelle degli ospedali di Piacenza e Parma, le più colpite dal morbo. Scrive su Facebook il governatore Stefano Bonaccini: «72 ore per realizzare un circuito innovativo che permette di utilizzare un ventilatore polmonare per più pazienti contemporaneamente. Uno strumento messo a punto da un’azienda di Mirandola, nel distretto biomedicale modenese, che potrebbe rivelarsi fondamentale per moltiplicare i posti letto in terapia intensiva. È davvero una notizia straordinaria, che dice tanto della nostra terra. Ci siamo sempre rialzati, e lo faremo anche questa volta. Insieme». Il circuito «è stato testato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna e funziona. Già nei prossimi giorni ordineremo quelli necessari e i primi saranno inviati nelle province dove la situazione è più critica».

LE REGIONI NON ASPETTANO ROMA, TRANNE LA LOMBARDIA

Le Regioni si sono intanto stancate di aspettare le decisioni del governo. A partire dallo stesso Bonaccini che, dopo aver autonomamente dichiarato la zona rossa per il Comune di Medicina senza attendere la risposta di Roma, ha chiuso i parchi e vietato corse all’aperto, giri in bicicletta e passeggiate lunghe. Il Veneto ha già preso la propria strada. E dopo aver deciso tamponi a tappeto nella Regione, ha chiuso parchi e giardini pubblico fino al 3 aprile. Continua invece a tentennare la Lombardia. Se ha atteso invano che il governo decretasse la zona rossa per Alzano e Nembro, i focolai bergamaschi, senza chiuderli autonomanente, ora attende ancora che sia l’esecutivo a limitare gli spostamenti, limitandosi ad avvertire: «Se le richieste saranno disattese, faremo da soli».

ZONA ROSSA A LATINA

A Latina il Lazio ha invece emanato in tutta fretta un’ordinanza che decreta la zona rossa per il comune di Fondi, con divieto d’ingresso e d’uscita, in seguito ai 40 casi di positività al coronavirus.

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