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Boxe, Gigliotti: Lorusso è un fuoriclasse, Kogasso va forte, non c’è solo Scardina

Gigliotti, diventato maestro di pugilato fa il punto della situazione

Dopo aver entusiasmato sul ring, combattendo, vincendo e, soprattutto entusiasmando tra la metà degli anni Novanta e i primi (abbondanti) anni Duemila, oggi Vincenzo Gigliotti, Eccellenza dalla Noble Art pavese e mondiale (Chapeau alla memoria dell’indimenticato Giovanni Parisi), col fratello Gianni a Voghera segue la palestra pugilistica Boxe Station. Particolare non indifferente: dove ora sorge il centro sportivo dei Gigliotti, una volta era attiva una sala slot machine; ergo, con lo sport e il pugilato, Enzo e Gianni hanno arginato l’antipatico vizio del gioco d’azzardo legalizzato. E col Maestro Vincenzo, volentieri, abbiamo scambiato quattro chiacchiere…

E’ vero come si mormora che con te si allena il potenziale fuoriclasse del pugilato italico, vale a dire il campione italiano dei Supergallo Alessio Lorusso?

Sì e stiamo preparando insieme i prossimi incontri, tra i quali la difesa del titolo. Alessio ha tutto per sfondare e diventare un, ehm… il grandissimo, deve soltanto lavorare sodo in palestra, crescere insomma piano e senza inutili frenesie.

Ai tuoi tempi, quando calcavi il ring attiravi tanta gente entusiasta coi tuoi combattimenti…

Era un’epoca diversa, però è vero  avevo un seguito. E non ero il solo perché tanto per fare un nome, pure un certo Silvano Usini (nella foto è ritratto proprio con Gigliotti, ndr) riempiva i palazzetti e le piazze.

Come vedi il movimento pugilistico italiano…

Vedo che si dà troppa importanza alla visibilità, al glamour, all’apparenza. Per carità, per quanto mi riguarda sono felice che il boxeur Daniele Scardina, il fidanzato di Diletta Leotta partecipi a “Ballando sotto le stelle”. Buon per lui, ciò detto bisognerebbe dare la stessa attenzione mediatica al fattore puramente agonistico dello sport che ho amato, amo ed amerò sempre. La categoria di Alessio, per intenderci quella dei supergallo ha infatti parecchi pugili interessanti da seguire e da evidenziare. E tanta concorrenza, tra le altre cose,  a Lorusso fa soltanto bene poiché solo sfidando i forti si cresce. Non lo dico perché lo seguo, ma ribadisco che Alessio Lorusso può dare veramente tanto al pugilato, in lui rivedo scorci di Leonard Bundu, ma se farà tesoro dei miei insegnamenti, l’attuale detentore della cintura nazionale supergallo, ci farà sognare ed emozionare in tutto il mondo.

Johnny Kogasso, un altro tuo pupillo è in odore di Olimpiadi?

Per questo Johnny, peso Massimo interessantissimo è ancora dilettante. A maggio dopo una serie di combattimenti in Francia ne sapremo di più in merito. E con lui abbiamo inoltre in ballo un discorso promettente con un promoter inserito, pesante e ambizioso.

Quanti pugili seguite tu e tuo fratello a Voghera?

Una trentina. E la porta è aperta a tutti.

Stefano Mauri

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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