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Atletico Madrid: il club più “italiano” di Spagna ha eliminato il Barca e ora sogna

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L’ Atletico Madrid , squadra normale senza primedonne,ma con molti calciatori affamati, autoctoni, provenienti dal settore giovanile interno e “pensato” anche dal direttore sportivo italiano (è di Orzinuovi, Bassa Bresciana, ndr) Andrea Berta (Manchester United e Roma lo vogliono, il Milan lo voleva, altri team prestigiosi lo vorrebbero, ndr) e allenato da tenace, caparbio e tosto mister Diego Simeone (ha rifiutato il Chelsea e … lui sì sarebbe un grande trainer per l’Inter) detto “Cholo”, giocando all’italiana (che male c’è finalmente: qualcuno vince passando, talvolta per un football minimalista, tostissimo e astutamente catenacciaro) quindi ha eliminato un … magico (solo sulla carta?) Barcellona stellare, ma dinanzi all’Atletico spento, senza idee, griffato da Luis Enrique.

Detto che ogni partita è una storia a se, che non esiste un solo modo di fare calcio, che l’Atletico Madrid è squadra vera, caparbissima, rognosa, dura e “cattiva”, ma sicuramente non è uno squadrone di fenomeni, ecco, magari mercoledì scorso 13 aprile, il trainer bianconero juventino Max Allegri, un pochino dinanzi alla Tv avrà rosicato e chissà se avrà ripensato che… nel giugno 2015 e contro al Bayern 20 giorni fa, (se) avesse giocato alla Simeone con difesa accorta, centrocampo arcigno e contropiedi ficcanti, mah… così tanto per dire avrebbe potuto festeggiare qualcosa di straordinario in Europa, no?

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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