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Spuntano nuovi reperti sulla strage di Erba. E l’avvocato Troiano parla ad Oggi: “Non ricordo”

Ci sono altri reperti della strage di Erba. Sono scampati all’incenerimento illecito avvenuto il 12 luglio scorso, quando quelli conservati al tribunale di Como e mai analizzati finirono bruciati poche ore prima che la Cassazione si pronunciasse in merito all’esame, nonostante ci fosse l’obbligo di conservarli da parte di ben due giudici diversi. Dopo i cinque plichi (uno dei quali aperto senza verbale) rinvenuti nei mesi scorsi, ora appare un ulteriore scatolone.

 

Com’è noto, poi, la Cassazione sostenne che si potessero analizzare. E, com’è altrettanto noto, la Corte d’Assise di Como si è rifiutata di farlo (con ciò che è rimasto) sostenendo che il provvedimento della Suprema Corte si riferisse al procedimento innescato a Brescia. Un rompicapo su cui è chiamata a pronunciarsi nuovamente la Cassazione il prossimo 12 settembre. Oggetto del ricorso di Olindo e Rosa non sarà solo l’agognata analisi dei reperti, ma anche l’accesso al server, negato anch’esso dalla Corte d’Assise di Como, in cui erano depositate tutte le intercettazioni: ne mancano infatti di cruciali senza che ne sia giustificata l’assenza da alcun verbale. In particolare alcune del testimone Mario Frigerio.

VIDEO ESCLUSIVO/ Quando Mario Frigerio (dopo aver già riconosciuto Olindo) non ricordava nulla:

Non basta. Come racconto su Oggi in edicola, sono stati trovati nuovi reperti negli uffici del tribunale lariano, tra cui un enigmatico “prelievo in bianco”. Ma ciò che più incuriosisce è certamente l’intervista che Giangavino Sulas ha fatto all’avvocato Pietro Troiano, il primo difensore della coppia.

La delirante confessione di Rosa Bazzi, lo stralcio:

 

Da Il Giornale, che ha anticipato i contenuti dell’intervista pubblicata da Oggi:

Un’intervista piena di «non ricordo». O, quando ricorda, ricorda male. In particolare, in merito al famigerato video confessione di Rosa Bazzi al criminologo Massimo Picozzi che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi, il legale dice che «il dischetto con la confessione di Rosa non è uscito dal mio studio».

Strage di Erba, il misterioso uomo dal volto coperto – LA FOTO

Invece agli atti, a quanto apprende Il Giornale, risulta depositato a sua firma. Sostiene poi il legale che era stata fatta anche una relazione psichiatrica «di Picozzi che probabilmente avrei depositato con il video se ci avessero concesso il processo con rito abbreviato». Ma, rileva Oggi, la relazione non è firmata. Così come non risulta depositata alcuna querela per un presunto stupro di Azouz ai danni di Rosa insieme al video: la ragione per la quale, secondo il criminologo Picozzi, sarebbe stato depositato il video. Anche qui c’è una netta discrasia con Troiano, che al giornalista Giangavino Sulas dichiara: «Forse erano scaduti i termini per fare querela. O forse la strategia difensiva non lo prevedeva». E aggiunge in maniera sorprendente: «Per me Azouz è solo gossip. Niente altro».

Il grande abbaglio – controinchiesta sulla strage di Erba, VERSIONE AGGIORNATA:

Clicca sulla foto per andare alla scheda del libro

 

Inquietante, infine, il passaggio sulle confessioni. Rosa aveva infatti accusato Troiano di non essere stato sempre presente ai suoi interrogatori, nel corso dei quali le vennero mostrate le foto della strage. Quando il cronista chiede all’avvocato come mai avesse consentito che agli imputati fossero mostrate le foto, questi risponde: «Non mi ricordo questo passaggio. Se fosse successo mi sarei opposto».

L’introduzione a Il grande abbaglio, VERSIONE AGGIORNATA – GUARDA

E la cosa è inquietante perché i coniugi videro certamente le foto della strage. Lo ricordò nella sua requisitoria lo stesso pm Massimo Astori. Risulta da un verbale del 6 giugno 2007. E pure in un audio mai trascritto scovato proprio dal settimanale Oggi. Ora, la domanda è semplice: dove si trovava allora l’avvocato Troiano mentre ai suoi assistiti venivano mostrate le immagini del massacro con i dettagli che solo gli assassini (e chi aveva visto le foto) potevano conoscere? Ha dunque ragione Rosa Bazzi?

Tutti i video sulla strage di Erba nell’esclusiva playlist di Fronte del Blog – QUI

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Edoardo Montolli

GLI AUTORI DE IL GRANDE ABBAGLIO RACCONTANO LE LORO SCOPERTE A LE IENE – GUARDA

 

 

 

Chi è Edoardo Montolli

Edoardo Montolli, giornalista, è autore di diversi libri inchiesta molto discussi. Due li ha dedicati alla strage di Erba: Il grande abbaglio e L’enigma di Erba. Ne Il caso Genchi (Aliberti, 2009), tuttora spesso al centro delle cronache, ha raccontato diversi retroscena su casi politici e giudiziari degli ultimi vent'anni. Dal 1991 ha lavorato con decine di testate giornalistiche. Alla fine degli anni ’90 si occupa di realtà borderline per il mensile Maxim, di cui diviene inviato fino a quando Andrea Monti lo chiama come consulente per la cronaca nera a News Settimanale. Dalla fine del 2006 alla primavera 2012 dirige la collana di libri inchiesta Yahoopolis dell’editore Aliberti, portandolo alla ribalta nazionale con diversi titoli che scalano le classifiche, da I misteri dell’agenda rossa, di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti a Michael Jackson- troppo per una vita sola di Paolo Giovanazzi, o che vincono prestigiosi premi, come il Rosario Livatino per O mia bella madu’ndrina di Felice Manti e Antonino Monteleone. Ha pubblicato tre thriller, considerati tra i più neri dalla critica; Il Boia (Hobby & Work 2005/ Giallo Mondadori 2008), La ferocia del coniglio (Hobby & Work, 2007) e L’illusionista (Aliberti, 2010). Il suo ultimo libro è I diari di Falcone (Chiarelettere, 2018)

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