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Vaccini e autismo: colpi di coda sul “caso Wakefield”

È assodato che, secondo la ricerca scientifica,  la vaccinazione trivalente (morbillo, parotite e rosolia) non causa l’insorgenza dell’autismo nei bambini.

Il problema fu affrontato per la prima volta nel 1998, su”Lancet”, autorevole rivista scientifica, in un articolo firmato dal gastroenterologo anglosassone Andrew Jeremy Wakefield assieme ad altri specialisti, dal titolo : “Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children”.

Lo studio esponeva i risultati di una ricerca, coordinata dal dottor Wakefield, sulle  correlazioni tra due malattie dell’intestino ( l'”iperplasia linfoide nodulare dell’ileo” e la “colite aspecifica”) e il “disordine pervasivo dello sviluppo”, definizione medica che designa l’autismo propriamente inteso e altri gravi disturbi neuropsichici compresi nel c.d “spettro autistico”.

In seguito all’emergere di documentate scorrettezze nello studio in parola, il General Medical Council britannico ha aperto, nel 2006, un procedimento contro  il dottor Wakefield, conclusosi nel 2010 con la radiazione di questi dall’albo dei medici del Regno Unito. Inoltre, nello stesso anno, la direzione di “Lancet” ha ritirato l’articolo dalle proprie pubblicazioni.

Ciononostante, ci sono ancora commentatori che sostengono che quello studio conserverebbe  il suo valore scientifico,  cosicché  il nesso causale vaccini-autismo sarebbe ancora sostenibile.

Prenderemo come esempio di questa posizione  il video di Massimo Mazzucco  “La verità  su Andrew Wakefield” , pubblicato sul canale youtube “Byoblu”.

Mazzucco è un giornalista specializzato in divulgazione sulle  c.d. “teorie del complotto”.

Le”teorie del complotto” propongono, con riferimento a taluni eventi storici e/o problematiche scientifico-tecnologiche,  interpretazioni alternative che smentiscono, considerandole ingannevoli, quelle tramandate e comunemente accettate.

Sono “teorie del complotto”, ad esempio, quella sulla vera forma della terra, che scienza  e informazione ufficiale starebbero spacciando come sferica, mentre invece sarebbe piatta; o quella sulla conquista della Luna, secondo cui i viaggi spaziali dell’ uomo sul satellite terrestre sarebbero un bluff reso credibile attraverso trucchi cinematografici.

Le teorie del complotto, di solito , fanno riferimento a un più grande complotto madre,  detto N.O.M (Nuovo Ordine Mondiale), attraverso cui un ristretto gruppo di detentori del potere economico, per perversa volontà di dominio, starebbero cercando di ridurre in  asservimento l’intera umanità.

Massimo Mazzucco suole trattare le teorie del complotto professando un approccio  senza pregiudizi,  aperto a qualsiasi soluzione.

Le sue conclusioni,  a parte il caso del terrapiattismo, propendono per la versione alternativa non ufficiale.

Veniamo all’intervento di Mazzucco sul “caso Wakefield”. Mazzucco parte segnalando un errore logico: anche ammettendo che  lo studio del gastroenterologo inglese sia scientificamente inattendibile, ciò non significa che la correlazione tra vaccini e autismo sia infondata.

Risultano tuttavia due fatti importanti.

Primo: i numerosi studi scientifici effettuati e e resi pubblici sulla scia di quello di Wakefield non hanno mai individuato un nesso causale tra vaccino e malattie dello spettro autistico.

Secondo: lo stesso studio di Wakefield si conclude riconoscendo che l’esistenza di tale nesso  è indimostrata. Segnalo che Wakefield aveva provato a esplorare una specifica ipotesi di  correlazione tra vaccino e insorgenza dell’autismo: quella passante attraverso l’insirgenza di patologie intestinali, provocate dal vaccino, che avrebbero favorito l’innesco dell’autismo. Lo studio dichiara che non è confermata nemmeno la correlazione diretta tra  vaccinazione e  malattie intestinali.

Quindi, si deve ritenere che il vaccino NON provochi l’autismo perché la ricerca scientifica, compresa quella condotta da Wakefield,  ha escluso ogni correlazione

Nessun errore logico.

Il successivo argomento  di Mazzucco è basato sulla denuncia della strumentale colpevolizzazione subita da Wakefield.

Il gastroenterologo inglese sarebbe stato messo al bando dalla comunità scientifica,  NONOSTANTE FOSSE ALLINEATO ALLA POSIZIONE SCIENTIFICA UFFICIALE CHE NEGA IL NESSO VACCINI AUTISMO.

Come appunto abbiamo scritto sopra, lo studio incriminato del 1998  afferma di non aver trovato prove di questo nesso riguardo al vaccino trivalente.

In apparenza, una vessazione clamorosa, tanto da indurre Mazzucco ad avanzare il sospetto che ad orchestrare la campagna denigratoria contro  Wakefield sarebbero state le potenti multinazionali farmaceutiche, produttrici e distributrici del vaccino trivalente.

Ma perché mai le multinazionali farmaceutiche avrebbe dovuto mettere in croce un ricercatore che NON AVEVA UNA POSIZIONE SFAVOREVOLE VERSO IL LORO VACCINO?

Qualcosa non torna.

Innanzitutto, la ricerca di Wakefield non era così neutrale. Basta leggere il rapporto pubblicato su Lancet per rendersi conto che il gastroenterologo inglese aveva deciso di esplorare il nesso tra vaccino trivalente, malattie intestinali ed autismo assumendo questo nesso come ipotesi di partenza da provare.

Niente di condannabile in sé, soprattutto perché poi, correttamente, aveva ammesso di non essere riuscito nella dimostrazione.

Del resto, basta informarsi su come le riviste scientifiche accreditate effettuano la selezione dei lavori da pubblicare, basata sulla c.d. “revisione tra pari” ( ogni nuovo contributo viene preventivamente vagliato e giudicato da esperti che hanno già superato la selezione), per accorgersi che l’articolo di Wakefield del 1998 non sarebbe mai stato accettato se avesse generalizzato i risultati della propria ricerca.

Questa, infatti, è  svolta su un campione troppo ristretto (12 bambini, tutti ricoverati nello stesso ospedale di Hampstead) per consentire di tirare somme  sul rapporto causale tra vaccino, malattie intestinali e autismo.

Lo studio del gastroenterologo inglese venne considerato da “Lancet” idoneo alla pubblicazione per quello che, dal punto di vista scientifico, risultava essere, ovvero un contributo specifico e parziale senza conclusioni di carattere generale sulla consequenzialità   vaccini-malattie intestinali-disturbi dello spettro autistico, utile come stimolo ad approfondire la ricerca, anche ai fini di individuare cure per le gravi malattie trattate.

Il fatto è che, come racconta lo stesso Mazzucco Wakefield, successivamente all’uscita del saggio,  ha commesso una grave scorrettezza deontologica .

In una conferenza stampa, alla domanda  su come comportarsi di fronte alla proposta di somministrare ai propri figli il vaccino trivalente oggetto del suo studio, HA CONSIGLIATO DI RIFIUTARE.

Ma come, SE NON AVEVA RISCONTRATO ALCUNA  EVIDENTE PERICOLOSITÀ  IN QUEL TIPO DI VACCINO RISPETTO ALL’INSORGENZA DELLE MALATTIE INTESTINALI SU CUI ERA SPECIALIZZATO, E NEMMENO RISPETTO ALL’AUTISMO?

Inevitabile che una simile dichiarazione, per la fonte da cui proveniva, abbia scatenato un putiferio.

L’opinione pubblica inglese, com’era prevedibile, è andata persino oltre le intenzioni di Wakefield,  che si era limitato a sconsigliare il vaccino trivalente confermando la sua fiducia in quelli monovalenti.

Negli anni successivi si è registrata nel Regno Unito una consistente fuga da ogni tipo di vaccinazione.

Non solo: è nato in tutto il mondo il movimento c.d. “no vax”, molto attivo anche qui in Italia, basato su una nuova “teoria del complotto” : le vaccinazioni, terapeuticamente inutili, sarebbero “spinte” dalla case farmaceutiche, in collusione con gli organismi medici ufficiali e i media, pur nella consapevolezza dei loro pericolosi effetti collaterali, primo fra tutti l’autismo.

Del movimento no vax e della conseguente teoria del complotto, Wakefield è diventato, dopo il 1998, uno dei principali punti di riferimento.

Ci sono stati da parte sua numerosi interventi pubblici, tra cui uno alla trasmissione CBS “60 minuti”, in cui ha lasciato intendere che l’ipotesi formulata nel suo studio circa la correlazione tra vaccini e autismo, rivelatasi a conclusione dello stesso non confermata, avesse un fondamento.

Anche nell’intervista disponibile su canale youtube Autismo e Vaccini, dal titolo “Il dr. Wakefield risponde alle accuse”, il gastroenterologo inglese si mostra  ambiguo riguardo al fondamento scientifico del rapporto causale tra vaccini e autismo.

La parte finale del video di Mazzucco è tutta dedicata ad una ricostruzione dell’aspra diatriba insorta tra il giornalista del “Sunday Times” Brian Dreer e Wakefield.

Dreer, a seguito di un’inchiesta, aveva scoperto che lo studio del gastroenterologo inglese apparso su “Lancet” non sarebbe stato metodologicamente genuino sotto due punti di vista.

Innanzitutto, per i conflitti di interesse del suo autore, che avrebbe ricevuto denaro da uno studio legale interessato a sostenere i famigliari dei bambini autistici in “class action” contro i diffusori della vaccinazione e, inoltre, risulterebbe detenere il brevetto per  una vaccinazione monovalente,  da lui indicata come preferibile rispetto a quella trivalente.

En passant notiamo che lo studio del 98, pur non avendo valore generale rispetto alla correlazione vaccini autismo, avrebbe potuto essere spendibile come perizia di parte in una causa specifica coinvolgente uno dei bambini del campione, o altri con patologie assimilabili.

Nella citata intervista video disponibile su youtube, Wakefield conferma di aver collaborato come consulente specialistico in cause per il risarcimento dei danni da vaccino.

L’altro aspetto dubbio dell’articolo di Wakefield sarebbe, secondo Dreer,  l’alterazione  di dati anamnestici e clinici dei 12 bambini del campione e la conduzione scorretta  di alcuni esami.

Mazzucco entra dettagliatamente nel merito di questa disputa, oggetto del giudizio disciplinare instaurato dal General Medical Council britannico contro Wakefiel, prendendo le difese del gastroenterologo inglese.

Come in tutti i processi, è legittimo dividersi tra innocentisti e colpevolisti.

Come è legittimo criticare la sentenza.

Resta il fatto che General Medical Council ha tolto a Wakefield l’abilitazione per gravi scorrettezze professionali commesse con riguardo alla ricerca pubblicata su “Lancet” e la rivista inglese, in conseguenza di ciò, ha ritirato l’articolo.

Ma, ovviamente, la radiazione di Wakefield non ha nulla a che vedere con la correlazione tra vaccini e autismo, visto che, come abbiamo evidenziato, la mancanza di qualsiasi ruolo della vaccinazione nell’insorgere dell’autismo emerge dal risultato univoco delle ricerche scientifiche condotte dal 1998 fino ad oggi e nemmeno lo studio di Wakefield la metteva in discussione.

Rino Casazza

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Chi è Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si é trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora a Milano. E’ da sempre un appassionato (come lettore, prima che come autore) della letteratura "di genere" in tutte le sue sfaccettature: giallo-noir, horror, fantascienza ecc. ecc. Altra sua grande passione sono il cinema, come testimonial la tesi di laurea sulla censura cinematografica, e il teatro, frequentato non solo come spettatore ma anche, in gioventù, come praticante dilettante. Il suo primo testo "letterario" è infatti la trasposizione teatrale della novella di Buzzati "Iago", di cui nel 1985 ha osato una regia. Ha pubblicato diversi thriller, tra cui "La logica del Burattinaio", scritto con Daniele Cambiaso ed edito da Algama, ispirato al serial killer bambino William Vizzardelli. Specializzato sui romanzi apocrifi sugli investigatori più noti di sempre, il suo ultimo giallo è "Sherlock Holmes, Padre Brown e l'ombra di Dracula"

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