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NELLE MANI DI UN FOLLE – Storia di Ramy, di Ousseynou Sy e di un autobus sequestrato

Crema, mercoledì 20 marzo 2019, ore 11, pieno sole

L’attività ricreativa all’aperto che avevano svolto a pochi chilometri dalla loro scuola si era appena conclusa.

Ramy e i suoi cinquanta compagni si stavano avviando verso lo scuolabus che li avrebbe riportati alla Vailati, la loro scuola media. Ad accoglierli, un volto affabile che loro consideravano amico.

Ousseynou Sy, il conducente senegalese di nazionalità italiana, li fece salire tutti, (Ramy si piazzò nella penultima fila, accanto al finestrino), chiuse le porte del bus, e partì.

Accanto a Ramy, di origine egiziana, c’è Riccardo, e, davanti a quest’ultimo, Samir, di origine marocchina. E, assieme a loro e agli altri quarantotto compagni, alcuni insegnanti e una collaboratrice scolastica.

Doveva essere un tragitto abbastanza breve, come quello dell’andata; ma, guardando fuori dal finestrino, Ramy si accorse che lo scenario era diverso. Ma dove stavano andando?

A uno svincolo, infatti, lo scuolabus aveva cambiato direzione, immettendosi nella Statale Paullese.

E’ sempre così, il terrore inizia in un attimo.

Ousseynou Sy si fermò, si alzò dal posto guida, e, rivolgendosi a tutti impìugnando un coltello, urlò: “Ora andiamo tutti a Linate, qui non scende più nessuno!” E, detto ciò, abbrancò la collaboratrice scolastica per un braccio, e, puntandole il coltello alla gola, le ordinò di legare tutti con delle fascette da elettricista.

Lei eseguì, facendo attenzione a non stringere troppo i polsi.

Dopodiché, quando la donna, coltello alla gola, finì di legare tutti, l’autista, con uno spintone, si liberò di lei e andò a prendere la prima delle tre taniche di benzina che aveva nascosto sotto un telo, e iniziò a spargerla sul pavimento; poi prese la seconda, colmò tutti gli spazi che erano rimasti asciutti, compresi quelli tra una fila e l’altra, e, col rimanente, impregnò tutte le tendine.

Adam, seduto in una delle ultime file, tentò di telefonare ai suoi genitori, ma l’autista si voltò verso di lui, che si bloccò; ci riprovò, ma lo sguardo di Sy lo inquadrò ancora. Finalmente, la terza volta, ci riuscì, e avvisò suo padre di quanto stava accadendo.

Nel frattempo, Sy si stava avvicinando, facendosi consegnare da ciascuno il proprio cellulare.

Samir, valutando che l’autista non lo stesse vedendo, prese il proprio cellulare e lo lanciò sotto il sedile.

Quando Sy arrivò, ordinandogli di consegnargli il cellulare, lui, guardandolo dritto negli occhi, gli disse che l’aveva dimenticato a casa. L’uomo gli credette, completò il giro, e ripartì.

Riccardo, che nel frattempo si era liberato, prese il cellulare di Samir e lo diede a Ramy, che, essendo vicino al finestrino, era comunque meno esposto di lui.

Ramy chiamò il 112, e, grazie alla sua padronanza di linguaggio, fece capire al carabiniere in ascolto la situazione e, soprattutto, che non era un film!

***

Pochi minuti dopo, mentre Ousseynou Sy continuava a guidare verso Linate e a ripetere ai ragazzi che dovevano morire tutti, perché voleva vendicare le migliaia di bambini morti in mare, arrivò un’auto dei carabinieri, partita da San Donato Milanese a seguito della telefonata di Ramy, superò il bus, e gli si mise davanti, zigzagando e compiendo delle manovre per rallentarlo.

Non funzionò.

Ousseynou Sy accelerò, travolgendo l’auto e mandandola fuori strada.

Ne spuntarono altre due, con quattro carabinieri su ogni auto, e una di queste si affiancò alla cabina. I militari erano già pronti a sparare, quando notarono che Sy impugnava un accendino, e, subito dopo, che i ragazzi si sbracciavano terrorizzati; Sy, sempre con l’acciarino in mano, li avvertì che il pullman era pieno di gasolio. I carabinieri rinfoderarono le armi, ma continuarono a fiancheggiare la cabina del bus e a parlare a Sy.

Nel frattempo, la seconda auto si era avvicinata alla porta posteriore del mezzo, e un carabiniere, sporgendosi dal finestrino, ne fracassò i vetri per creare una via di fuga per gli studenti.

Attirato dalle urla e dal trambusto alle sue spalle, Sy si voltò un attimo; giusto il tempo per vedere i ragazzi tentare di sgattaiolare fuori dal bus ancora in movimento, con qualcuno che gridava parole d’amore. Riportò lo sguardo sulla strada, ma ormai era troppo tardi: davanti a lui si era parato un camion, e lui, nella foga di evitarlo, andò a sbattere contro un guardrail.

Ormai braccato, gettò comunque a terra l’acciarino, il fuoco divampò, e lui tentò di fuggire; ma i carabinieri lo placcarono subito, ammanettandolo.

Per i ragazzi, invece, solo qualche leggera escoriazione e intossicazione da fumo, risolte subito; nulla di più.

***

Oggi

Considerati questi fatti, le forze politiche sembrano tutte concorde, compiuti i dovuti accertamenti, a concedere a Ramy la cittadinanza italiana, accelerando al massimo, a spese del Viminale, le procedure.

Sperando che questo possa accadere, perché un atto di coraggio di questo stampo merita di essere premiato in modo eclatante, una cosa è comunque certa: Ramy e i suoi compagni, col loro comportamento, hanno dimostrato, a tutti, cosa sia la vera, unica, autentica, coesione di gruppo!

 

 

©Sergio Rilletti, sabato 30 marzo 2019

 

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Chi è Sergio Rilletti

Nato a Milano il 21 aprile 1968, Sergio Rilletti ha collaborato con l’Agenzia giornalistica Hpress e a diverse testate (tra cui "M-Rivista del Mistero", "Il Giallo Mondadori", "Urania", "Writers Magazine Italia", e "SuperAbile Inail"), siti (tra cui "Thriller Magazine" e "Orient Express"), e numerose antologie. Crea Mister Noir, il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici; inventa la città di Baronia, dove ambienta thriller con sfumature sovrannaturali; e raggiunge la popolarità col racconto autobiografico "Solo!", scaricabile gratuitamente dal web. Nel 2012 cura, con Elio Marracci, "Capacita Nascoste" (No Reply), la prima antologia di racconti thriller con protagonisti diversamente abili. Nel 2014 esce "Le avventure di Mister Noir" (Cordero Editore), il primo libro tutto suo, un’antologia di racconti e romanzi brevi che celebra il decennale della nascita di Mister Noir. Nel 2017, a Celle Ligure, riceve la prima Civettina d'Oro, per meriti culturali. Da marzo 2019 ha una rubrica radiofonica settimanale, "Parola di Scrittore - Cinque minuti con Sergio Rilletti", in onda su Radio SkyLab.

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