Home / Arte / Il Festival di Sanemo attraverso i testi: Nek, Turci, Bertè e Ultimo ve la giocate voi ?

Il Festival di Sanemo attraverso i testi: Nek, Turci, Bertè e Ultimo ve la giocate voi ?

 

 

 

Achille Lauro canta Rolls Royce: suoni retrò per un ragazzo sveglio che vuole omaggiare il Rock. Il voto? Sei…

Anna Tatangelo canta Le nostre anime di notte: bella, ma purtroppo già vecchia da anni, Anna Tatangelo canta un amore ritrovato. Autobiografico, ma non troppo? Cinque al coraggio.

Arisa presenta Mi Sento bene: 10 e lode a questo pezzo esplosivo che … vedrete, andrà oltre il Festival.

Boombdabash e Per Un Milione: ci hanno fatto ballare l’estate scorsa con la Bertè, ora sono da 5.

Daniele Silvestri e il suo Argentovivo: 8 a questo pezzo d’autore che racconta gli aspetti social e sociali di quest’Italia virtuale.

Einar porta Parole Nuove: voto 6 all’intraprendenza,  ma il testo scritto da Tony Maiello può squarciare.

Enrico Nigiotti e la sua Nonno Hollywwod? Sette a un dolore messo e cantato in poesia.

Ex-Otago e Solo una canzone: sei ai genovesi che cantano in casa.

Federica Carta, Shade e la loro Senza farlo apposta: lui è un rapper, lei è bella e sempre in movimento. Il voto al testo? Sei e mezzo.

Francesco Renga e Aspetto che torni: 5 anche perché non si capisce se il diretto interessato, grande figo, aspetti ancora l’ex Ambra ormai quasi in Allegri. Scherzi a parte, Renga all’Ariston ha fatto di meglio, no?

Ghemon e la sua Rose Viola? Sei alla voglia di fare.

Il Volo e la Musica che resta? Scimmiottano forse “Cosa resterà degli anno Ottanta” di Raf? Boh, il testo è comunque da 5.

Irama e La ragazza con il cuore di latta? Otto al toscano e brianzolo ormai d’adozione.

Loredana Bertè e Cosa ti aspetti da me scritta da Curreri (Mister Stadio) e scartata, a quanto pare, da Vasco Rossi? Sette e lode… sentirete che testone!

Mahamood e Soldi? Cinque a una canzone che ci sta, come avrebbe potuto non esserci.

Motta e … Dov’è l’Italia? Boh… ma l’impegno è da sei.

Negrita con I ragazzi stanno bene guardano a ciò che erano? Forse, ma a Sanremo sono da sette.

Nek e Mi farò trovare pronto? Non è Fatti avanti amore, ma soprattutto per questo è da podio. Il giudizio? Sette.

Nino D’Angelo, Livio Cori e Un’altra luce? Sette denso di tante belle intenzioni. Paola Turci? Canta L’ultimo ostacolo e merita il primo posto assoluto, anche se … Fatti bella per te era un’altra cosa. Il voto? Otto.

Patty Pravo con Briga e con Un po’ come la vita? Dieci e lode per una canzone che non vincerà, ma si noterà.

Simone Cristicchi ci porta alla realtà con Abbi cura di me e … è da Premio della Critica. Sei denso di aspettative.

The Zen Circus e L’amore è una dittatura? Quattro per la presenza che l’amore è amore.

Ultimo e I tuoi particolari? Non arriverà ultimo, che ne dite? Sette.

Stefano Mauri

 

 

 

 

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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