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Quando la sinistra voleva chiudere i porti e Matteo Renzi prometteva di non pagare più l’Ue

Più o meno un anno fa la sinistra al governo voleva chiudere i porti. E, tempo prima, Matteo Renzi annunciava lo stop dei pagamenti dell’Italia all’Ue in caso di mancato aiuto dell’Europa sui migranti. Ma l’atteggiamento di alcuni media fu sensibilmente diverso. Perché?

 

 

Giugno 2017, titolo di Repubblica (per nulla polemico): Migranti, l’Italia alla Ue: ipotesi blocco alle navi straniere. Mattarella: “Situazione ingestibile”

Sono i giorni in cui la situazione dei migranti sta diventando difficile.

 

Lo stesso giorno, titolo su La Stampa: Emergenza migranti, il governo valuta la chiusura dei porti italiani alle navi straniere. Mattarella: «Se continua così la situazione può diventare ingestibile»

Il giorno dopo, su Repubblica, Carlo Bonini analizza le parole del ministro Minniti e il comportamento dell’Italia:

Ieri mattina, il nostro ambasciatore presso l’Unione Europea, Maurizio Massari, ha dunque informato personalmente il Commissario agli affari Interni e all’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, che le 22 navi impegnate nelle operazioni umanitarie di “search and rescue” che in queste ore incrociano di fronte alle nostre acque territoriali con a bordo 12.500 migranti recuperati a largo delle coste libiche segnalano che “il limite della sostenibilità è stato raggiunto”. Che al principio secondo cui tutte le navi che salvano vite umane nel Mediterraneo sia garantito di default l’approdo in Italia non si può più pedissequamente tenere fede. Lasciando che al nostro ministro dell’Interno resti solo il ruolo notarile di indicare, come accaduto in queste ore, semplicemente i porti di sbarco: Messina, Vibo Valentia, Palermo, Reggio Calabria, Trapani, Brindisi, Corigliano calabro, Porto Emepdocle.

Di qui in avanti, se non arriveranno segnali concreti di solidarietà dai Paesi dell’Ue, l’Italia non sarà più in grado di garantire gli approdi lungo le nostre coste alle navi non italiane e che non facciano parte delle missioni europee. Chiusa a nuovi ingressi per aver raggiunto la soglia macroscopica di 181 mila sbarchi nel 2016 e di 75 mila nei primi sei mesi di quest’anno. In totale oltre duecentocinquantamila anime.

Come conferma da Bruxelles l’ambasciatore Maurizio Massari, il colloquio con Avramopulos non ha dunque avuto nulla dei toni felpati tipici della bolla politico- diplomatica dell’Unione. “Con molta franchezza e chiarezza – dice l’ambasciatore – abbiamo spiegato al Commissario che il tempo è finito. Che l’Italia non auspica ma attende entro i prossimi giorni, a cominciare dal vertice dei ministri dell’Interno della prossima settimana a Tallin, segnali concreti che dimostrino che si intende passare dalla solidarietà di facciata a quella concreta”. Del possibile blocco degli approdi delle navi impegnate in operazioni di “search and rescue” si è detto.

E l’Espresso s’interrogava, con un articolo di Bruno Manfellotto:

Voi siete d’accordo con Minniti o no? Solidarietà europea sui migranti? Nessuna. E il ministro vuole chiudere i porti italiani. Ma non è così facile

Tempo prima, Matteo Renzi, spiegava il senso della sua celebre frase “Aiutiamoli a casa loro” e in un video prometteva che, in caso di mancanza di collaborazione da parte dell’Europa sulla politica migratoria, l’Italia avrebbe smesso di pagare la sua parte al successivo bilancio.

Quanto paga l’Italia all’Ue? Lo diceva Matteo Renzi, che prometteva di non farlo più

E cioè, quanto? E questa è la parte più bizzarra. Oggi sul Corriere della Sera si riporta la notizia che il Commissario Ue al bilancio smentisce le stime del Governo secondo cui ogni anno l’Italia versa 20 miliardi all’Europa:

Una farsa. Così Günther Oettinger, l’arcigno Commissario Ue al Bilancio già protagonista in passato di scontri polemici con l’Italia, bolla la tesi rilanciata dal governo nell’ultima settimana secondo la quale il nostro Paese contribuirebbe al bilancio dell’Unione per 20 miliardi di euro l’anno. Uno strumento, nelle intenzioni esplicite dell’esecutivo, da utilizzare come arma di ricatto nei confronti di Bruxelles sulla questione dell’accoglienza dei migranti.

«Noi siamo pronti a tagliare i fondi che diamo all’Ue. Vogliono 20 miliardi dei cittadini italiani? Dimostrino di meritarseli e si prendano carico di un problema che non possiamo più affrontare da soli. Agli italiani non chiederemo un centesimo di più», aveva ringhiato venerdì scorso, nel pieno della crisi sulla nave Diciotti, il vicepremier Luigi Di Maio, spalleggiato a stretto giro dal «collega» Salvini. Se non fosse che quelle cifre, risponde ora Oettinger in un’intervista a Politico, sono travesty: una farsa.

«É ora di correggere le cifre sbagliate – dice il tedesco al giornalista Florian Eder – L’Italia non versa affatto 20 miliardi di euro l’anno all’Ue, ma tra i 14 e i 16 circa. Se si sottraggono a questi i contributi che arrivano al Paese per i programmi di coesione, la ricerca o le infrastrutture, resta un contributo netto di 3 miliardi l’anno». Come a dire: il governo può utilizzare le leve politiche e finanziarie che meglio crede, ma l’arma è meno affilata di quanto credano (o facciano credere) i giallo-verdi.

Eppure, proprio Matteo Renzi, nello stesso video qui sotto, parlava di 20 miliardi pagati dall’Italia ogni anno all’Ue. Ma allora non ci fu alcuna smentita:

 

 

Cos’è cambiato, da allora, anche nei giornali?

 

 

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