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“Al tempo del Mostro” : ricordo di un mistero ancora irrisolto e sua soluzione fantascientifica, ma non così incredibile

Tra due giorni saranno cinquant’anni dal primo delitto del Mostro di Firenze, l’uccisione di Antonio Lo Bianco e Barbara Locci  a Signa.

Per la giustizia italiana il caso è da considerarsi parzialmente chiuso nel 2000, con la condanna definitiva, quali esecutori materiali degli ultimi quattro duplici omicidi della serie, dei “compagni di merende”, Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Il più famoso del gruppo, Pietro Pacciani, assolto in appello e morto prima del terzo grado, rimane giudiziariamente innocente.

Restano non chiarite le responsabilità nei  primi quattro delitti e soprattutto  ancora ignoti i membri della misteriosa “setta” esoterica che, secondo la sentenza, avrebbero ricompensato i “compagni di merende” in cambio di parti anatomiche delle donne uccise, brutalmente escisse dai loro cadaveri.

Così, il caso del Mostro continua a far discutere, col fiorire di ipotesi alternative, l’ultima delle quali identifica nell’assassino un altrettanto famoso serial killer americano,  mai catturato e sconosciuto, “Zodiac”, che avrebbe ucciso durante il suo soggiorno in Italia.

La notizia può apparire mirabolante ma ricordiamo che l’amico Gian Luca Margheriti, nel suo Lettere dall’Inferno”,ipotizza, con precisi e documentati riscontri, qualcosa di simile riguardo al caso di Jack lo Squartatore.

Sulle altre soluzioni del caso del Mostro di Firenze sono intervenuto in due articoli su Fronte del Blog: Il caso del Mostro di Firenze: le altre verità, e Il caso del Mostro di Firenze e Il metodo scientifico: dell’equazione di Volterra ai profili del serial killer.

Quest’ultimo ha fornito spunto per il romanzo, appena pubblicato, AL TEMPO DEL MOSTRO.

Reperibile qui in ebook, e qui in cartaceo.

Quanti come me avevano suppergiù l’età delle vittime del Mostro nel periodo clou delle sue gesta ( il quinquennio 1981-1985) ricorda la profonda inquietudine  e il senso di tragica ineluttabilità che le esse suscitavano.
Personalmente non mi sono mai scrollato di dosso il dubbio, insinuante anche se   irrazionale, che l’inafferrabilità del serial killer delle coppiette celasse qualcosa  fuori dal comune.
Il fatto che fosse imprendibile per la sua astuta spietatezza, che lo portava a colpire al buio, in zone isolate, coppie indifese scelte a caso, non mi ha mai del tutto convinto.
L’idea che il Mostro fosse ( o è?) smascherabile solo con metodi straordinari ha sempre covato in me.
Così mi è sgorgata la figura di Lorenzo Medici, protagonista di AL TEMPO DEL MOSTRO.
Lorenzo è un giovane, geniale, studioso di fisica sperimentale che avrebbe potuto essere mio amico e compagno di Università. Turbato dalla vicenda, si impegna  per scoprire l’identità del Mostro ricorrendo ad  un avveniristico metodo scientifico.
Lorenzo vive i delitti del misterioso assassino mentre si svolgono così attraverso i suoi occhi vengono rievocate le reazioni che suscitava nell’opinione pubblica il racconto dei fatti e delle relative indagini.
Terminando la storia nel 1985, non troverete traccia di Pacciani né dei compagni di merende, finiti nel mirino degli inquirenti all’inizio degli anni 90.
La stessa sequenza degli otto duplici omicidi tiene conto non della loro successione temporale, ma di quella della loro scoperta, che ha visto il secondo, datato 1974, venire alla  luce nel 1981 e il primo, del 1968, nel 1982.
Alla fine del romanzo il “Mostro” troverà un volto.
La soluzione è di fantasia in quanto basata, appunto, su presupposti fantascientifici ma poiché, come si conviene alla fantascienza che prediligo, questi sono a loro volta ancorati a principi e teorie della scienza vera, la conclusione, pur non essendo la verità storica, avrebbe potuto esserlo…
 Di seguito, un passo del romanzo:

“Secondo i calcoli di Lorenzo, sbalorditivi anche per il collega quando glieli aveva mostrati, quella quantità di massa, collassando sino a formare il buco nero, produrrà un gioco illusionistico tipico della meccanica quantistica.

La freccia del tempo nell’area attorno alla singolarità si invertirà, cosicché il terminale della sonda traccerà le “sparticelle” al confine dell’orizzonte degli eventi circa due secondi prima che si generi il “tiny black hole”. Chi assisterà all’esperimento non si accorgerà di nulla. Vedrà il terminale avvicinarsi al recover del generatore di flusso muonico, contenente il rame, e arrestarsi alla distanza critica. Dopo due secondi il rame verrà risucchiato nel nulla.Tuttavia in quel momento il sistema di rilevazione, tarato per funzionare nel tempo esatto, risulterà aver iniziato a registrare i dati quattro secondi prima.

Hanno fissato la prova fatidica per il giovedì successivo, e Lorenzo freme d’impazienza.

La sua trepidazione non dipende solo da questo. Il giorno prima Sartori, emozionatissimo, gli ha comunicato di aver scoperto come superare l’ostacolo più difficile nel predisporre quella che entrambi chiamano “trappola matematica per il “Mostro”. Finora sono riusciti a trovare solo una soluzione approssimata al groviglio di equazioni che determina gli intervalli temporali  tra un delitto e l’altro .

I calcoli indicano che il serial killer colpirà nel prossimo mese di luglio. Il buon senso suggerisce che sarà in un fine settimana ma non si sono messi in quell’impresa per “sporcarla” con valutazioni non rigorose.

Hanno bisogno che dalle formule esca una data precisa. Ricavare dalla data il luogo, per l’interrelazione spaziotemporale, sarà relativamente facile. Conoscere in anticipo quando e dove il serial killer colpirà sembra non esser più una speranza, ma un obiettivo a portata di mano.

Lorenzo non ha difficoltà a riconoscere i meriti di Sartori. La sua conoscenza delle equazioni di Volterra sta dando un contributo decisivo al raggiungimento del risultato.”

 

Rino Casazza

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Chi è Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si é trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora a Milano. E’ da sempre un appassionato (come lettore, prima che come autore) della letteratura "di genere" in tutte le sue sfaccettature: giallo-noir, horror, fantascienza ecc. ecc. Altra sua grande passione sono il cinema, come testimonial la tesi di laurea sulla censura cinematografica, e il teatro, frequentato non solo come spettatore ma anche, in gioventù, come praticante dilettante. Il suo primo testo "letterario" è infatti la trasposizione teatrale della novella di Buzzati "Iago", di cui nel 1985 ha osato una regia. Ha pubblicato diversi thriller, tra cui "La logica del Burattinaio", scritto con Daniele Cambiaso ed edito da Algama, ispirato al serial killer bambino William Vizzardelli. Specializzato sui romanzi apocrifi sugli investigatori più noti di sempre, il suo ultimo giallo è "Sherlock Holmes, Padre Brown e l'ombra di Dracula"

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