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Johnny Depp choc: “Così ho buttato via 600 milioni di dollari”

Edoardo Montolli per Oggi.it

Un nuovo colpo di scena per i fan di Johnny Depp: l’attore, dopo essere apparso dimagrito ed emaciato a San Pietroburgo e a Berlino, ha deciso di confessarsi alla rivista Rolling Stone. Svelando di aver sperperato negli ultimi anni qualcosa come 600 milioni di dollari.

Le immagini choc di Johnny Depp scheletrico e gli strambi look del divo – FOTOGALLERY

LA DEPRESSIONE- L’attore parla a ruota libera della depressione subentrata alla separazione da Amber Heard, che lo aveva peraltro accusato di violenze domestiche, e dei suoi problemi di droga.

IL FIGLIO- Recentemente Depp si è dovuto anche difendere dalle accuse di suoi ex manager e da quelle di due guardie del corpo. E il suo avvocato, Adam Waldman, ha deciso che fosse venuto anche il suo momento di parlare. L’attore si è così sfogato: “La verità è piena di tradimenti. Mio figlio ha saputo che il suo vecchio ha perso tutti i suoi soldi dai compagni a scuola, questo non è giusto…”.

IL LIBRO- Per questo, dice, ha organizzato un tour in Europa con gli Hollywood Vampire, la sua band, e si è deciso a scrivere un’autobiografia: “Un giorno mi sono versato una vodka al mattino e ho iniziato a scrivere fino a quando le lacrime mi hanno riempito gli occhi e non riuscivo più a vedere la pagina. Ho continuato a cercare di capire cosa avevo fatto per meritarmi tutto questo. Ho sempre cercato di essere gentile con tutti, aiutare tutti, essere sincero con tutti. La verità è la cosa più importante per me”.

IRONIA- Se si rammarica di non aver dato retta a sua sorella Christi che gli consigliava di firmare un accordo prematrimoniale con Amber, alle accuse rivoltegli dagli ex manager di essere uno spendaccione perché acquistava vino per 30mila dollari al mese, risponde così: “È offensivo dire che ho speso 30 mila dollari per il vino perché era molto di più”.

IL CASO WEINSTEIN- Depp si sofferma anche a parlare di Harvey Weinstein il produttore di Hollywood finito nella bufera per molestie sessuali, dato che lo ha conosciuto bene: “Era davvero un bullo. Ma un’immagine che non posso dimenticare è quando l’ho accompagnato a prendere sua figlia a scuola. Quella specie di Shrek si chinava amorevolmente per mettere l’impermeabile alla ragazzina”.

Chi è Edoardo Montolli

Edoardo Montolli, giornalista, è autore di diversi libri inchiesta molto discussi. Due li ha dedicati alla strage di Erba: Il grande abbaglio e L’enigma di Erba. Ne Il caso Genchi (Aliberti, 2009), tuttora spesso al centro delle cronache, ha raccontato diversi retroscena su casi politici e giudiziari degli ultimi vent'anni. Dal 1991 ha lavorato con decine di testate giornalistiche. Alla fine degli anni ’90 si occupa di realtà borderline per il mensile Maxim, di cui diviene inviato fino a quando Andrea Monti lo chiama come consulente per la cronaca nera a News Settimanale. Dalla fine del 2006 alla primavera 2012 dirige la collana di libri inchiesta Yahoopolis dell’editore Aliberti, portandolo alla ribalta nazionale con diversi titoli che scalano le classifiche, da I misteri dell’agenda rossa, di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti a Michael Jackson- troppo per una vita sola di Paolo Giovanazzi, o che vincono prestigiosi premi, come il Rosario Livatino per O mia bella madu’ndrina di Felice Manti e Antonino Monteleone. Ha pubblicato tre thriller, considerati tra i più neri dalla critica; Il Boia (Hobby & Work 2005/ Giallo Mondadori 2008), La ferocia del coniglio (Hobby & Work, 2007) e L’illusionista (Aliberti, 2010). Dirige la casa editrice Algama (www.algama.it). Il suo ultimo libro è I diari di Falcone (Chiarelettere, 2018)

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